Il cuore della musica torna a battere in Arena, Gasdia: «Lo dobbiamo alla città di Verona»

Presentato il programma del festival 2020: prima data dedicata a medici e infermieri, poi la novità "Requiem" di Mozart, Vivaldi e Wagner. Intanto Zaia punta a 7.500 spettatori in Arena

La Sovrintendente Cecilia Gasdia durante la conferenza stampa di oggi - 12 giugno 2020

Nella mattinata di oggi, venerdì 12 giugno, è stato presentato ufficialmente il programma del festival che si terrà in Arena a Verona a partire dal prossimo 25 luglio, con una prima serata tutta dedicata all'Italia e in omaggio al personale medico, infermieristico e sanitario impegnato durante l'emergenza coronavirus. "Nel cuore della musica" questo il titolo della rassegna che si terrà durante l'estate del 2020 a Verona in quella che la Sovrintendente Cecilia Gasdia ha definito «la nostra culla», vale a dire appunto l'anfiteatro scaligero.

Scarica il programma e il cast del festival 2020 "Nel cuore della musica" all'Arena di Verona

Grande tema di dibattito in queste ore è la capienza effettiva di pubblico che l'Arena potrà contare per gli spettacoli di questa estate. Una questione non di poco conto se si pensa che il fatturato di Fondazione Arena è crollato del 51% a fronte della pandemia, mentre le altre fondazioni liriche ricavano mediamente tra il 10% e il 15% dalla vendita dei biglietti. La querelle che si era innescata sul limite massimo di 1.000 posti fissato dal governo per gli spettacoli all'aperto indipendentemente dal luogo, è giunta oggi ad un punto di svolta. Nell'ultimo Dpcm firmato ieri sera dal premier Conte viene infatti rinviata alle singole regioni la possibilità (e la responsabilità) di stabilire «un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi».

Ciò significa che non solo è verosimile si arrivi ad ospitare in Arena per il festival di quest'anno le 3.000 persone invocate dal sindaco Federico Sboarina, ma anche forse qualcosa in più. A testimonianza di ciò valgano le parole che il governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha espresso in concomitanza, spiegando che alla luce delle nuove disposizioni contenute nel Dpcm, la macchina regionale si sarebbe attività per consentire all'interno dell'Arena, pur nel rispetto delle dovute misure di sicurezza, un afflusso di «migliaia di persone». Nel dettaglio il ragionamento del governatore Zaia è il seguente: con il palco centralizzato l'Arena ha 15.500 posti a sedere, pertanto l'idea è quella di garantire «la seduta un posto sì e uno no», il che significa più del doppio dei 3.000 posti richiesti finora dal sindaco Sboarina. Tutto questo chiamasi una buona notizia.

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Timelaps smontaggio del palco in Arena a Verona

Lo stesso primo cittadino scaligero ha spiegato di essersi già «confrontato questa mattina con la Regione» e ha aggiunto «sono fiducioso, la mia speranza sta diventando sempre più una certezza». Sboarina ha quindi ribadito che è giusto che «il limite massimo delle persone che possono assistere agli spettacoli sia stabilito in base al "contenitore" culturale che li ospita», rivelando inoltre di aver chiesto «all'università di Verona di produrre un documento che certifichi la possibilità di accogliere in Arena nel rispetto della tutela della salute di tutti ben oltre le 1.000 persone». Lo stesso Sboarina ha poi comunque evidenziato che «il festival è stato pensato anche per soli 1.000 posti e dunque si farà in ogni caso». 

Nel dettaglio, gli appuntamenti prenderanno il via come detto il 25 luglio 2020 e proseguiranno fino al 29 agosto 2020. Il coro prevederà 90 elementi, mentre il palco, o meglio una pedana, sarà predisposta al centro dell'Arena, con gli spettatori che si potranno sedere anche alle spalle del coro e degli stessi orchestrali. Una circostanza che, come sottolineato quest'oggi dalla Sovrintendente Cecilia Gasdia, è meno strana di quanto possa inizialmente apparire, poiché già in uso in diversi altri anfiteatri dove i posti alle spalle degli orchestrali «oltre a garantire la stessa acustica, sono anche molto ambiti perché consentono di vedere in viso il Direttore d'orchestra». 

La stessa Sovrintendente Gasdia, dopo aver voluto ricordare l'anniversario dalla scomparsa di Zeffirelli (15 giugno), oltre che quella avvenuta un mese fa del Maestro ed «amico» Ezio Bosso, si è detta «fiera di essere qui» a presentare il festival "Nel cuore della musica": «Facciamo questo festival perché l'Arena deve rimanere accesa, - ha spiegato Gasdia - lo abbiamo detto lo scorso 5 maggio quando abbiamo promesso che non sarebbe rimasta silenziosa e lo dobbiamo alla città di Verona. La nuova configurazione prevista per gli spettacoli è "straordinaria" come questa edizione, vedremo l'Arena nella sua "nudità" e il programma artistico è pensato per valorizzare il contrasto tra "intimità" della proposta musicale e la grandezza del monumento».

Gasdia ha quindi rivendicato il fatto che l'Arena di Verona sia uno dei pochissimi teatri aperti e con in programma dei concerti, insieme solo a quello di Salisburgo, annunciando in anteprima il cartellone delle serate di quest'estate: anzitutto la grande serata inaugurale del 25 luglio all'insegna dell'Italia con 30 artisti nostrani, 24 cantanti e 6 Direttori d'orchestra, dedicata appunto al nostro Paese ed in particolare al personale sanitario che è stato in prima linea durante l'emergenza Covid-19. Gli spettacoli sono stati programmati appositamente dal 25 luglio al 29 agosto sempre verso il fine settimana, saranno tutti diversi e non avranno repliche per consentire così anche ai turisti di fruirne più volte assistendo a spettacoli inediti. Le serate in programma sono in totale 11 e avranno una durata di non oltre un'ora e mezza, senza alcun intervallo.

Tra gli appuntamenti più attesi, sicuramente da ricordare il "Requiem" di Mozart che non è mai andato in scena in Arena e si terrà il prossimo 31 luglio, ma anche il "Wagner in Arena" e il "Verdi Gala" del 7 e 8 agosto, oltre a quella che Gasdia ha definito la «serata veneta» del 13 agosto dove spiccano "Le quattro stagioni" del veneziano Antonio Vivaldi e, infine, le serate conclusive del 28 e 29 agosto che vedranno protagonista Placido Domingo, impegnato il 29 anche per il concerto "Opera in Love" nella veste di Direttore con il Soprano Sonya Yoncheva e il Tenore Vittorio Grigolo. Per tutte le informazioni sui biglietti è possibile consultare il sito di Fondazione Arena di Verona.

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