Continua il presidio davanti alla prefettura di Verona per i richiedenti asilo

Le associazioni scendono ancora in piazza Dei Signori per difendere un gruppo di richiedenti asilo estromessi dal sistema dell'accoglienza

(Foto Facebook)

Ieri, 24 luglio, dalle 9 del mattino circa 50 cittadini hanno partecipato al presidio organizzato davanti alla prefettura da un gruppo di associazioni veronesi. Lo striscione retto dai manifestanti sintetizzava le motivazioni della loro iniziativa. Nello striscione si leggeva: "Non si revocano i diritti, un'altra accoglienza è necessaria".

Tutto è partito lo scorso 13 luglio, quando un gruppo di sette richiedenti asilo, gestiti dalla cooperativa San Francesco, è stato escluso dal sistema dell'accoglienza per aver rifiutato il trasferimento da Bovolone a Castagnè, una frazione di Mezzane di Sotto.

I sette richiedenti asilo avevano ragionevoli timori - hanno spiegato gli attivisti in piazza Dei Signori - Avrebbero dovuto alloggiare in un luogo distante da tutto, anche dai lavori che alcuni di loro avevano trovato a Bovolone. Hanno ricevuto la revoca dal progetto di accoglienza che non significa espulsione o allontanamento dal territorio, ma la condanna alla strada, a dormire in stazione in attesa che la commissione territoriale di Verona si esprima sulla loro richiesta d'asilo. Abbiamo reclamato la reintegrazione dei sette richiedenti, ma il Capo di gabinetto si è dimostrato ostile e ha dichiarato che nessuna trattativa è possibile. La loro logica è di punirne sette per colpirli tutti: non possono e non devono pretendere nulla, ringraziare e tacere anche davanti alle violazioni più eclatanti. Non vogliono creare un precedente. A ciò rispondiamo che siamo noi che non vogliamo si crei un precedente: le misure di revoca non possono e non devono diventare un modo per intimidire i richiedenti asilo, per zittirli e costringerli in situazioni sempre più precarie e marginali.

Dunque è questa è la risposta che i manifestanti hanno ricevuto ieri. Se i richiedenti asilo fossero reintegrati si creerebbe un precedente. Altre persone inserite nel sistema dell'accoglienza potrebbero rifiutare gli alloggi predisposti dalle cooperative che si occupano di loro.

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Una risposta che le associazioni che hanno organizzato il presidio davanti alla prefettura non possono accettare e per questo ne hanno organizzato un altro per oggi, sempre in piazza Dei Signori, per "pretendere che giustizia sia fatta e che la legalità sia ripristinata".

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