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Protesta dei lavoratori dell'Iaa (Foto Facebook - Fp Cgil Verona)

Protesta dei lavoratori dell'Iaa (Foto Facebook - Fp Cgil Verona)

«Vertici Iaa blocchino prelievi da buste paga dei lavoratori o siano commissariati»

Anche davanti alla Procura i sindacati hanno organizzato un presidio. Cgil: «Impossibile riconoscere questo cda e questa direzione dell'Iaa come interlocutori per la soluzione dei problemi che loro stessi hanno creato»

Continua, tra le sue varie tappe, la protesta sindacale dei lavoratori dell'Istituto Assistenza Anziani di Verona (Iaa). Sabato, 6 febbraio, l'appuntamento è stato dato alle 11 davanti alla Procura della Repubblica di Verona. In Via dello Zappatore, Fp Cgil, Cisl Fp e Csa hanno organizzato un presidio per difendere i dipendenti (e gli ex dipendenti) dell'istituto dal contenzioso milionario messo in piedi dall'amministrazione della casa di riposo veronese. Un contenzioso che avrà il prossimo 3 marzo un'udienza in tribunale. Da una parte ci saranno i vertici dell'Iaa che ritengono illegittimi alcuni pagamenti riconosciuti negli anni passati ai lavoratori e quindi chiedono di poterne tornare in possesso e, dall'altra parte, ci saranno ovviamente i rappresentanti dei lavoratori che vogliono bloccare il prelievo dalle buste paga delle somme che l'istituto rivuole indietro. E lo vogliono bloccare con ogni mezzo, compreso lo sciopero che rimane ancora programmato per i prossimi 25 e 26 febbraio.

Durante il presidio in Procura, i sindacati hanno annunciato l'intenzione di voler presentare una nuova denuncia nei confronti di chi amministra l'Iaa. Un'amministrazione con cui i sindacati non vogliono più confrontarsi, finché il contenzioso non sarà risolto in favore dei dipendenti. Anche i tentativi di conciliazione dell'amministrazione comunale veronese non sembrano aver avuto alcun effetto. Fp Cgil, Cisl Fp e Csa non vogliono arretrare ed hanno ribadito il loro aut-aut: l'amministrazione dell'Iaa deve ripensarci e non pretendere indietro i soldi dai suoi lavoratori, altrimenti le lotte andranno avanti fino all'ottenimento del commissariamento dell'ente. «Non è più possibile riconoscere questo consiglio di amministrazione e questa direzione dell'Iaa come interlocutori per la soluzione dei problemi che loro stessi hanno creato - hanno commentato dalla Cgil - È evidente come in questo momento la nostra unica preoccupazione sia la difesa delle centinaia di lavoratori a cui si chiede di restituire somme che arrivano a 19.000 euro con decurtazioni dello stipendio di oltre 400 euro al mese e che si sommano alle già presenti detrazioni in busta paga, esercitate coattivamente dall’ente per il recupero delle festività infrasettimanali. In questo ultimo anno, l'ente non ha dato prova dei requisiti necessari per gestire la contrattazione e le problematiche aperte. Sono falliti infatti anche tutti i tentativi di conciliazione. Se veramente l'ente è disponibile a risolvere i problemi, lo dimostri concretamente e faccia il gesto di ritirare la domanda riconvenzionale e i prelievi in busta paga. Per fare questo non servono tavoli informali, serve solo volerlo veramente».

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