Cittadini anche dal Veronese per il presidio "No Pfas" davanti alla Procura di Vicenza

Presidio "No Pfas" davanti al tribunale di Vicenza. I comitati chiedono un'azione decisa

presidio di protesta - ph Facebook "Mamme No Pfas"

È iniziata venerdì e proseguirà sino a a martedì 28 agosto, nel piazzale all'ingresso della Procura di Vicenza, la manifestazione indetta dal Movimento No Pfas, che per cinque giorni consecutivi, anche di notte, porterà avanti una protesta pacifica, per sensibilizzare le istituzioni, i giudici e l'opinione pubblica sul problema legato all'inquinamento dell'acqua nella cosiddetta "zona rossa" delle province di Vicenza, Padova e Verona.

Nonostante il maltempo la protesta, come riferito anche dall'Ansa, è andata avanti per tutta la notte scorsa grazie all'allestimento di un grande tendone, utilizzato come gazebo durante il giorno per la distribuzione di volantini e materiale informativo, e tre tende canadesi, all'interno dei quali si alterneranno diverse decine di persone, tra cui donne e bambini. Oltre un centinaio coloro che hanno garantito la loro presenza nelle varie fasce orarie. Tra le protagoniste del sit-in le Mamme No Pfas, che hanno anche il compito di garantire il rifornimento di viveri.

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«Chiediamo le dimissioni di tutti i responsabili che nulla hanno fatto per bloccare questa colossale e vergognosa vicenda - si legge in una nota diffusa dal gruppo "Mamme No Pfas - e che fino ad oggi non hanno voluto vedere e sentire, autorizzando Miteni a contaminare acqua, aria, territorio e persone, ignorando completamente il principio di precauzione, senza attuare efficaci controlli sull’ambiente, sui dipendenti dell’azienda e su tutta la popolazione coinvolta. Chiediamo la condanna dell’azienda, la bonifica del sito ed il risarcimento dei danni provocati, - si conclude il comunicato - poiché non sia, ancora una volta, la collettività tutta costretta a pagare il prezzo di chi non ha platealmente fatto il proprio dovere».

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