Presentate linee guida dossier di candidatura di Verona a "Capitale italiana della cultura"

In apertura le parole del celebre verso di Shakespeare: «Non esiste mondo fuor dalle mura di Verona». Il sindaco: «Candidatura che coglie il momento felice della cultura veronese»

L'Arena di Verona - immagine d'archivio

È stato presentato ieri in municipio il "Manifesto di Verona 2021", le linee guida del dossier di candidatura a "Capitale italiana della cultura", in elaborazione negli uffici comunali, che la città scaligera spedirà a Roma, al MiBACT, il prossimo 2 marzo. Ad aprire il documento le parole del celebre verso di Shakespeare «There is no world without Verona walls» («Non esiste mondo fuor dalle mura di Verona»). Il lamento di Romeo esiliato - scena 3 dell’atto III della popolarissima tragedia, che in tutto il mondo porta da secoli il nome di Verona - viene però rovesciato con un gesto forte e positivo che cancella proprio quel “No”. Quindi, ci sono mondi fuori dalle mura del centro storico, dell’ansa dell’Adige, della città antica e turistica; ma anche dalle mura di una Verona grande crocevia, che parla coi mondi più lontani, nazionali e internazionali, ai quali proporre nuovi modelli di innovazione urbana attraverso la cultura.

La cultura, infatti, apre nuovi mondi, a Verona e per Verona. È questo il punto da cui si è scelto di partire per allargare la città e i suoi confini. Il dossier esprimerà nuovi modi di essere città oggi, con modelli di innovazione e ambizioni di una capitale che abbia contenuti da offrire al resto del Paese. È questo il senso della competizione sintetizzato nel Manifesto che verrà sviluppato nel più corposo dossier. Per la relazione del dossier il Comune si è avvalso di PTSCLAS, società di advisory culturale con sede a Milano e Roma. A presentare le linee guida il sindaco e gli assessori alla Cultura, alla Pianificazioni urbanistica e ai rapporti con l’Unesco. Presente Paolo Dalla Sega della PTSCLAS, advisor del Comune nella redazione del dossier.

«È una candidatura – sottolinea il sindaco Sboarina –, che coglie il momento felice della cultura veronese, si parla di "rinascimento" culturale ma soprattutto di "rinascimento" della città attraverso la cultura, con importanti esempi, anche recenti, di collaborazione tra pubblico e privato in iniziative di valorizzazione e promozione culturale. Come è stato ben evidenziato nel testo di chiusura delle linee guida, questa storia è appena cominciata, le novità andranno ben oltre il 2021. Capitale o non capitale, il nostro obiettivo è quello di aprire la città, che già rappresenta un preciso ed importante riferimento culturale, a tutto il mondo. Quello presentato oggi non è il dossier, che si chiuderà a inizio marzo, ma il suo manifesto, il suo concept. Gli uffici comunali, infatti, continueranno la relazione con le forze e le risorse della città, culturali e non solo, in una febbrile e originale co-progettazione, sempre nel solco di una cultura che coinvolge i quartieri e la rigenerazione di intere zone della città. Progetti, visioni, cantieri che sono già felicemente al centro del dibattito cittadino, e che nel 2021 si avvieranno con forza e saranno potenziati da un ricco palinsesto di grandi eventi internazionali, nell’anno speciale di Dante e di Aida».

«La candidatura di Verona 2021 viene da lontano – ricorda l’assessore alla Cultura Francesca Briani –, anche se solo negli ultimi mesi, dopo l’uscita del Bando MiBACT, si è avviato un inteso lavoro di ascolto del territorio che di messa a punto di linee guida e concetti chiave che regoleranno il complesso dossier, con una cabina di regia nelle stanze dell’assessorato alla Cultura seppur in dialogo con l’intera municipalità. Non solo cultura ma anche turismo e valorizzazione urbana. Dobbiamo ampliare i confini della città in un progetto che includa anche i comuni della provincia, dalle montagne alla pianura, in un unico ampio programma di rivalutazione. Un impegno che continueremo a mantenere, a prescindere dalla candidatura».

«Con la riqualificazione del territorio ci siamo messi in azione ancora prima di questa candidatura – dichiara l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala –. Nella scelta dei luoghi a cui apportare migliorie urbane, abbiamo messo a punto diversi piani di lavoro, alcuni dei quali già partiti ed altri che partiranno a breve, anche considerando l’attenzione per la sostenibilità ambientale. Quindi, solo per citare qualche esempio, si parte dall’Arsenale modello di progettazione partecipata e co-creazione, per proseguire verso la Zai green city ad elevata sostenibilità ambientale. E, ancora, Veronetta città giovane e tra le generazioni, ed un "nuovo centro storico" che si ripensi a partire dall’offerta culturale per creare un nuovo equilibrio con le dinamiche del turismo».

«Attualmente lo sguardo al nostro sito Unesco è delimitato dalle mura – precisa l’assessore ai Rapporti con Unesco Francesca Toffali – e noi vogliamo fare in modo che queste diventino un nuovo filtro visivo, da cui guardare verso l’esterno e quindi verso i quartieri circostanti. Una connessione che verrà realizzata anche attraverso interventi innovativi smart e di tecnologie all’avanguardia».

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«È una candidatura che Verona ha promosso con forza, come annunciato lo scorso dicembre dal sindaco – spiega Dalla Sega –, proprio perché permette di aggregare e accelerare risorse attorno a una nuova idea di cultura. Si punta ad incrementare l’offerta e, con essa, l’attrattività urbana, per una maggior coesione e inclusione sociale; per la valorizzazione territoriale e turistica estesa e destagionalizzata; per avviare processi di innovazione e nuova imprenditorialità; per rigenerare spazi urbani e promuovere azioni di sostenibilità, non solo ambientale, in linea con l’Agenda ONU 2030. Saranno proprio questi, va ricordato, i criteri di valutazione del dossier, sui quali si misurerà la competizione tra le oltre quaranta città italiane in lizza. Come nei migliori esempi di questa progettazione culturale, la competizione è solo una scintilla, ma le ambizioni sono così altre da ispirare con slancio un progetto più ampio, un "Programma Verona 2021: città della cultura e cultura per la città", che proseguirà anche oltre la candidatura, con iniziative di dialogo e scambio ad ampio orizzonte, in particolare tra Europa e Asia, il vero nuovo mondo contemporaneo».

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