Coronavirus, non tutto si ferma: aperti mercati e attività di tipo sociale

La Regione Veneto ha diramato una precisazione sull'ordinanza che prevede lo stop a tutte quelle attività occasionali e con «significative concentrazioni di persone in luoghi pubblici e privati»

Mercato (Foto di repertorio)

Dopo l'ordinanza, le precisazioni. Oggi, 24 febbraio, la giunta regionale ha inviato ai prefetti di tutto il Veneto, una nota contenente dei chiarimenti sull'ordinanza che di fatto ha chiuso le principali attività pubbliche del territorio per evitare il possibile propagarsi del contagio da coronavirus.

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Il chiarimento principale è su cosa intende l'ordinanza regionale quando parla di sospensione delle «manifestazioni che determinino significative concentrazioni di persone in luoghi pubblici e privati».
Sono da ritenersi sospese tutti gli eventi sportivi, culturali, sociali ed economici che esulano dall'ordinaria attività delle comunità locali. Quindi, per la Regione Veneto, non si devono tenere per tutta questa settimana attrazioni come fiere, sagre o lunapark, ma anche eventi sportivi che prevedono la presenza di pubblico, attività culturali in teatri e cinema ed anche attività musicali in discoteche e sale da ballo.
Sono invece escluse dal divieto altre attività ordinarie o di tipo amatoriale. Possono, ad esempio, restare aperti i centri linguistici, i dopo scuola, i centri musicali e le scuole guida. Gli impianti sportivi come palestre, piscine o campi da gioco sono esclusi dall'ordinanza regionale. Come possono rimanere aperte anche le attività economiche, agricole, commerciali, produttive e di servizio, compresi i mercati settimanali, i pubblici esercizi e le mense. Infine, anche le attività di tipo sociale non ricadono nel divieto della Regione Veneto. Quindi le attività di sostegno agli anziani e ai disabili non subiscono alcuno stop. E l'ultima precisazione riguarda le cerimonie civili e religiose come matrimoni o funerali, che si possono celebrare a patto che siano aperti ai soli famigliari.

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