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Centrali idroelettiche e ponti diga, Pescantina e Bussolengo divisi

Due progetti da realizzare all'altezza dei ponti di Arcè e Settimo sono al vaglio di una commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale

Sarà un lavoro lungo quella della commissione per la valutazione di impatto ambientale (Via) istituita in Regione Veneto per analizzare due progetti che riguardano i comuni di Bussolengo e Pescantina. Si tratta di un'iniziativa privata progettata dalla Technital per la realizzazione di due centrali idroelettriche sul fiume Adige, sul territorio comunale di Bussolengo, ma all'altezza delle località di Arcè e Settimo di Pescantina. Le centrali verrebbero create in corrispondenza di due punti che collegano i due comuni e le opere compensative più interessanti sono la totale demolizione proprio degli attuali ponti di Settimo e di Arcè per sostituirli con dei ponti diga che, secondo i progettisti, garantirebbero maggiore sicurezza sia agli automobilisti che li attraversano e sia a coloro che ci abitano vicino

La commissione Via è attesa da un lungo lavoro perché sono tante le osservazioni mosse dalle amministrazioni comunali, dai cittadini e dai comitati spontanei nati a Pescantina proprio per evitare la costruzioni delle due centrali. La popolazione si è mobilitata e la settimana scorsa, 6 dicembre, i comitati hanno tenuto un'assemblea pubblica nella sala consiliare di Pescantina.
Durante questo incontro la divisione tra le due amministrazioni comunale si è palesata. Il sindaco di Pescantina Luigi Cadura ha definito «intollerabili» i due progetti per il suo territorio e ha minacciato di rivolgersi anche al Tar, in caso di parere favorevole della commissione Via. Bussolengo ha proporrà durante la commissione dei suggerimenti per migliorare i progetti, ma l'assessore ai lavori pubblici Claudio Perusi si è detto favorevole alla realizzazione delle centrali, vista l'importanza che ricoprono i due ponti.

Tante le ragioni dei comitati contrari esposti durante l'incontro pubblico. Il timore che i cittadini hanno è che il fiume si snaturi, che i suoi argini non reggano e che aumenti il rischio di esondazioni. Dal punto di vista economico poi il rischio è che si deprezzino gli immobili di Arcè e Settimo.
A sostenere i comitati cittadini anche Legambiente Verona. L'associazione ambientalista ha valutato i progetti e non li ha giudicati sostenibili dal punto di vista economico. Ci sono infatti degli incentivi pubblici per la creazione di queste centrali per la produzione di energia pulita, energia poi che verrebbe poi venduta. Ma i conti non tornano a Legambiente, secondo cui le previsioni dei privati di rientrare dell'investimento iniziale sono troppo ottimistiche.

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