Agenti al lavoro ai seggi in "pessime condizioni. Alla stregua di animali»

Davide Battisiti, segretario provincia del Siulp, con una nota inviata a Prefetto e Questore di Verona, ha denunciato le situazioni che si sarebbero trovati ad affrontare gli operatori di Polizia, chiamati a garantire la regolarità delle elezioni

Immagine diffusa dal Siulp di materiale fornito agli agenti ai seggi

Dopo le elezioni, scoppia il caso. Questa volta però non riguarda la politica e i candidati all'ultima tornata elettorale, bensì le condizioni in cui si sarebbe trovati a lavorare, per garantire la regolarità delle votazioni, gli agenti della Polizia di Stato. 
A denunciare la situazione, con una comunicazione inviata al Prefetto di Verona Donato e per conoscenza al Questore Ivana Petricca, è stato il segretario generale provinciale della sezione scaligera del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia) Davide Battisiti, il quale ha allegato anche alcune immagini a sostegno delle sue parole.
Questa la comunicazione completa. 

«Mi vedo costretto a rivolgermi a Lei in qualità di Autorità politica di P.S. e, come tale, di massimo rappresentante territoriale del Governo.
Ho atteso, prima di queste righe, la conclusione delle operazioni elettorali che i poliziotti in particolare, ma tutte le Forze dell’Ordine statuali, hanno - ancora una volta - permesso di poter essere esercitate nel pieno rispetto delle leggi democratiche, proprio per non prestarmi – nella veste di responsabile della maggior organizzazione sindacale del Comparto Sicurezza di Verona – a possibili strumentalizzazioni da parte di chi non attende altro, in questo delicato momento storico affrontato dal Paese, che gettare discredito sull’operato delle donne e degli uomini in divisa.
Il mio riferimento a quest’ultimi non può che essere orgogliosamente entusiastico, attese le pessime condizioni di lavoro incontrate presso i seggi elettorali che Le andrò di seguito ad illustrare, degne di luoghi che poco hanno a che fare con la civiltà e che li hanno costretti ad ingurgitare i più aspri bocconi rispetto alla propria dignità umana, prima ancora che a quella professionale.
Perché, signor Prefetto, quando un poliziotto viene comandato per 60/70 ore ininterrotte presso un plesso scolastico (molte volte delle quali è lo stesso dove, magari, studiano i propri figli), ha la piena consapevolezza di non poter essere accolto da una struttura ricettiva a 4 stelle, ma da lì ad essere considerato da chi ha (avrebbe!!!) il compito di organizzarne la permanenza, alla stregua di un animale (e forse nemmeno!), passa una bella differenza.
Così, la segreteria provinciale che mi pregio di rappresentare, ha, nelle ultime ore come non mai, ricevuto decine di segnalazioni in merito al non commentabile stato in cui sono stati consegnati i locali riservati alle FF.OO. e, quel che è peggio, il materiale lettereccio sul quale quest’ultimi avrebbero dovuto riposare.
L’utilizzo della coniugazione condizionale s’impone, proprio perché molti di loro, nella due giorni elettorale, non hanno trovato modo, se non con alternative che credevamo appartenere a tempi ormai lontani, di chiudere gli occhi per qualche ora per essere vigili e pronti nell’arco del proprio turno di servizio.
Ciò nonostante, grazie al senso di responsabilità che li contraddistingue, come ho avuto modo di evidenziarLe poc’anzi, hanno stretto i denti ed attraversato silenziosamente gli ispidi solchi tracciati dalla macchina della disorganizzazione.
Orbene, ritengo personalmente, ma credo che su tale aspetto converrà, che la Polizia del 2020 meriti un maggior rispetto, soprattutto se pensiamo che per giorni e giorni si è dibattuto sulle modalità di accesso degli elettori a causa dell’emergenza epidemiologica in atto e, alla resa dei conti, sarà sorpreso di sapere che in diversi istituti scolastici non ci si sia accorti di alcuna differenza rispetto alle ultime votazioni, se non per qualche flacone di gel igienizzante sparso alla rinfusa.
Così, nonostante la Questura avesse approntato un piano di precauzione per gli operatori di tutto rispetto (finanche pensando a fornire gli Agenti di maschere facciali, camici e guanti per l’eventuale contenimento di soggetti esagitati), una volta giunti sui luoghi che, di li a tre giorni, sarebbero divenuti il proprio luogo di lavoro oltre che di dimora, non è restato altro che rassegnarsi all’amara sorpresa.
Non me ne Voglia se affermo che, nell’osservare alcuni scatti fotografici fattici pervenire e che ritengo doveroso allegarLe, sia stato colto da una forte sensazione di repulsione, credendo che certe condizioni potessero presentarsi, oggi giorno, soltanto in quei territori in cui, ahimè, la democrazia rappresenta unicamente una forma utopistica del pensiero umano.
Ci eravamo raccomandati, nel corso di un’apposita riunione tenuta con il Questore di Verona, che fosse sottoposta alla Sua attenzione, proprio in considerazione delle imposizioni governative di contrasto alla diffusione del virus da Sars-Cov-2, l’esigenza d’impiego di personale volontario della Protezione Civile o addetti del corpo militare della C.R.I. per procedere alla regolamentazione del flusso degli elettori, ma spiace aver riscontrato come anche tale aspetto sia stato con logica pilatesca disatteso e delegato ai poliziotti.
Esperienze che, avendo ampiamente travalicato i limiti della sopportabilità umana, mi inducono a credere che sia quanto mai indifferibile prevedere uno specifico protocollo d’intesa che riunisca, sotto le Sua egida, i Sindaci dei Comuni della Provincia, i vertici delle Forze dell’Ordine ed i rappresentanti dei lavoratori di categoria, e che possa individuare per le future tornate elettorali, i criteri minimi che il materiale ed i locali affidati alle donne e uomini impegnati nel delicato servizio dovranno possedere, affinché possa essere garantita serenamente l’attività di vigilanza.
Elementi che, in assenza di quanto appena accennato, stimo possano precludere la necessaria tranquillità e, con essa, la concreta possibilità di svolgimento del servizio con indubbie ripercussioni sull’intero sistema di sicurezza legato al voto e che, non esiteremo in futuro, qualora le cose non cambiassero, a stimolare nel personale che dovesse preventivamente contattarci».

In merito alla nota diffusa, gli uffici competenti del Comune di Verona ha subito voluto precisare che tali immagini non si riferiscono al materiale distribuito da Palazzo Barbieri. 

«Le fotografie fatte circolare dal sindacato non sono riconducibili a materiale distribuito dal Comune. Il Comune di Verona, in occasione delle votazioni, fornisce alle Forze dell’Ordine brandine, materassi con coperte e cuscini, oltre a lenzuola e federe usa e getta. Tutto il materiale viene utilizzato solo in occasione delle elezioni (e non dalla Protezione civile) ed è conservato in spazi appositi nei magazzini dell’Economato, adeguatamente protetto. Le coperte vengono lavate e imbustate dopo ogni tornata elettorale. Lenzuola e federe sono, invece, monouso. Ad ogni consultazione vi è una cernita e un reintegro con materiale nuovo. Solo in una delle fotografie diffuse è presente una coperta marrone di proprietà dell’Ente, peraltro correttamente imbustata. Sabato 19 settembre, un funzionario della Direzione Acquisti con un’operatrice della ditta delle pulizie sono intervenuti direttamente alle scuole Cesari, da dove era partita una segnalazione. Erano presenti anche due agenti della Polizia di Stato, un agente della Polizia Locale e il dirigente competente. Nessuna contestazione è stata sollevata in merito alle pulizie, solo un materasso e un cuscino risultavano ingialliti ed è stata quindi proposta la loro sostituzione. Cambio che non è stato necessario in quanto gli interessati avevano già risolto in altro modo». 

Immagine delle brandine, materassi con coperte e cuscini, distribuiti dal Comune di Verona-2
Immagine delle brandine, materassi con coperte e cuscini, distribuiti dal Comune di Verona

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