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Arena di Verona (Foto Ennevi)

Arena di Verona (Foto Ennevi)

Fondazione Arena, più soldi dal Comune. Il consiglio approva all'unanimità

La mozione è stata proposta da Michele Bertucco. Il sindaco Sboarina, presidente di Fondazione Arena: «Il Comune triplicherà il contributo erogato alla fondazione»

Raddoppiare il contributo del Comune a favore di Fondazione Arena, intervenire con la Regione per aumentare i fondi erogati all'ente lirico e relazionare annualmente in consiglio comunale. Questo quanto prevede la mozione approvata ieri sera, 30 ottobre, dai consiglieri comunali di Verona all'unanimità.

Il documento è stato illustrato dal proponente, il capogruppo di Sinistra in Comune Michele Bertucco. «Fondazione Arena si trova ancora in una fase critica, con l'impasse nella trattativa con i dipendenti e uno scontro istituzionale tra la sovrintendente Gasdia e i dirigenti - ha detto Bertucco - Gli ultimi bilanci hanno registrato un utile di 300mila euro per il 2016 e di 600mila per il 2017, ma solo grazie al sacrificio dei lavoratori, con tagli per milioni di euro, la situazione non è in passivo. Se ora non vengono messi in atto interventi di recupero importanti, l'ente lirico rischia di tornare in perdita. Quello che è stato fatto non basta, serve molto di più. Questa amministrazione dovrà affrontare quanto prima l'esigenza di una patrimonializzazione della Fondazione, necessità che non può essere rimandata a lungo. Altra questione da chiarire è la promiscuità con l'extralirica, che al momento non ha portato utili all'ente, se non poche decine di migliaia di euro. Chiediamo che in consiglio comunale si parli più spesso della fondazione e che per i consiglieri sia possibile accedere alla documentazione richiesta, in particolare su Arena di Verona srl, ex Arena Extra, e in merito al Museo Amo. Vogliamo che la Fondazione esca dalla situazione in cui si trova e raggiunga una stabilità per il bene dell'ente lirico e della città di Verona».

A replicare in aula è stato il sindaco Federico Sboarina, presidente di Fondazione Arena.

Quando questa amministrazione si è insediata, l'ente lirico era commissariato, dopo essere stato sull'orlo del fallimento e aver registrato un debito di circa 30 milioni di euro. Oggi usciamo da una stagione estiva che si è conclusa positivamente, con 1 milione e 300mila euro in più sul 2017 rispetto ai biglietti venduti. Inoltre, lo annuncio stasera, il Comune triplicherà il contributo erogato a Fondazione, attraverso Arena di Verona srl, che passerà da circa 300mila euro a 1 milione di euro. Con la delibera dello scorso marzo, abbiamo stabilito che, a differenza di quanto succedeva prima, tutti i proventi extralirica vengano lasciati alla Fondazione, un'operazione che vale in tutto 2 milioni e mezzo di euro, costituiti da 1 milione per allestimenti e disallestimenti, un altro milione di contributo comunale e oltre 350mila euro per la copertura dell'affitto degli spazi della fiera, dove si tengono le prove prima della stagione estiva. Tutti i proventi dell'extralirica devono confluire in Fondazione Arena. Abbiamo ereditato un disastro, che ricordo comprendeva anche il danno erariale causato da gestioni creative del Museo Amo, per il quale abbiamo chiesto, non appena insediato il Consiglio di Indirizzo, la disdetta anticipata in modo da chiudere la questione a fine 2018. Inoltre, il Cdi, insediatosi dieci mesi fa, è riuscito a riavvicinare gli investitori della città, Agsm ha confermato il contributo di 1 milione e 800mila euro per il prossimo anno. Abbiamo fatto quello che non è mai stato fatto prima e vogliamo arrivare ad un aumento degli investimenti, a tutelare i posti di lavoro e a maggiori alzate di sipario, per una programmazione lunga 12 mesi. Fondazione è un volano unico e irripetibile per la nostra città.

Sono intervenuti durante il dibattito, oltre a Tiziana Di Pietro delle Rsu di Fondazione Arena, anche i consiglieri comunali Marta Vanzetto e Alessandro Gennari del Movimento 5 Stelle, Federico Benini e Stefano Vallani del PD, Tommaso Ferrari di Verona Civica, Flavio Tosi della Lista Tosi, Marco Zandomeneghi di Verona Domani, Daniela Drudi di Battiti e Alberto Zelger della Lega.

Esaminati e respinti dall'aula 3 ordini del giorno collegati alla mozione, presentati dal Movimento 5 Stelle.

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