Pfas, Bottacin: "Il piano di bonifica l'ha imposto la Regione a Miteni"

L'assessore all'Ambiente ha replicato alla nota dell'azienda di Trissino, con la stessa Regione che ha fornito ulteriori spiegazioni, smentendo anche l'ipotesi dei presunti danni provocati dai carotaggi nella maglia 10X10

Il progetto di bonifica entro 60 giorni dal 4 settembre l’abbiamo imposto noi alla Miteni, ora non ci sono più alibi.

Lo precisa, “per amor di verità”, l’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin in relazione agli esiti della Conferenza dei Servizi tenutasi martedì in materia di inquinamento da Pfas. Al termine di questa, l'azienda di Trissino aveva comunicato la decisione di presentare in progetto di bonifica assumendosi i costi di realizzazione, ma Bottacin rivendica la proprietà della decisione per la Regione. 

La svolta – dice Bottacin – l’ha data la relazione presentata dal prof. Beretta del Politecnico di Milano, incaricato dalla Regione come esperto per gli aspetti idrogeologici della questione, che abbiamo dovuto attivare in sostituzione delle attività non svolte dalla Miteni, e che ha approfondito e chiarito tutti gli aspetti poco o non considerati dall’Azienda che, secondo la stessa, non avrebbero consentito di presentare il progetto di bonifica.
Beretta – aggiunge Bottacin – è stato incaricato alla luce dei ritardi dell’Azienda nel procedere con il Piano di bonifica e ha messo a disposizione tutti gli elementi conoscitivi necessari, che hanno vanificato gli atteggiamenti dilatori con motivazioni legate alla presunta non conoscenza degli aspetti idrogeologici.
Da martedì – conclude Bottacin – la Miteni non può più astenersi dal realizzare la bonifica entro i tempi definiti.

Con una nota ufficiale diffusa, la Regione Veneto poi ha fornito ulteriori spiegazioni in merito alla relazione stilata dal professor Beretta. 

La relazione del prof Beretta ha posto termine a una serie di atteggiamenti dilatori di Miteni che erano legati a presunte carenze conoscitive di carattere idrogeologico.

Da Palazzo Balbi ribadiscono di aver imposto a Miteni "il progetto di bonifica della falda e dei suoli" da presentare entro 60 giorni a partire dal 4 settembre. 

È stato inoltre chiesto di presentare uno studio di analisi del rischio tale da garantire l’assenza di rischio sanitario per le maestranze e tutte le persone che, a qualsiasi titolo, frequentano l’area in questione. Su tali aspetti sarà coinvolta l’Ulss 6 di Vicenza, che partecipava alla Conferenza di Servizi.

Si smentisce recisamente l’ipotesi avanzata che i carotaggi imposti dalla Regione del Veneto per la maglia 10x10, svolti ovunque nello stabilimento nei mesi scorsi per ricercare ipotetici rifiuti interrati, possa aver creato delle falle nella superficie impermeabile. Ciò in quanto l’inquinamento dalle attuali produzioni è stato riscontrato anche fuori dall’area Miteni ed è sicuramente antecedente all’esecuzione dei carotaggi. In ogni caso, si ricorda che è responsabilità esclusiva di chi esegue le indagini far sì che non venga creato un rischio ambientale aggiuntivo.

“L’Arpav – precisa inoltre Nicola dell’Acqua, Presidente della specifica commissione ambiente-sanità istituita dalla Giunta regionale – ha appena segnalato alla Provincia di Vicenza il fatto che non vi sono falle, ma che c’è un inquinamento ambientale riferibile agli ultimi quattro anni di attività, il che prova che le attività in questione non sono state svolte in un quadro di sicurezza ambientale”.

La Regione poi ha ricordato che "attualmente numerose produzioni alla Miteni sono sospese e che Arpav sta procedendo, in collaborazione con la Procura della Repubblica, a ulteriori atti istruttori".

Non soddisfatti di questo rinvio gli esponenti veneti del Movimento 5 Stelle, che attaccano anche l'azienda di Trissino proprio sulla questione dei possibili problemi creati dai carotaggi. 

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Apprendiano che Miteni avrà altri 60 giorni di respiro, visto che in questo lasso di tempo dovrà presentare e depositare presso la Magistratura il proprio piano di bonifica, finiti questi 2 mesi quanti gliene verranno ancora concessi? Ricordiamo che la caratterizzazione del sito su cui insiste la Miteni è sotto indagine da almeno 3 anni, e che il governatore Luca Zaia ordinò già nel 2017 ben 7000 carotaggi. Dove sono finite tutte queste belle premesse?
Ci aspettavamo che Miteni si limitasse ad accusare gli ambientalisti o i comitati che da tempo si battono sul problema Pfas, invece ora punta il dito contro chi sta eseguendo il piano di caratterizzazione, asserendo che siano stati proprio i carotaggi la causa dello sversamento nel terreno e in falda del GenX. Questa cosa per noi rasenta l'assurdo.
Stiamo valutando le prossime azioni per capire le responsabilità di Arpav dal 2005 in poi – è l'annuncio del M5S Veneto - a fronte di quanto emerso nei giorni scorsi non risparmieremo niente a nessuno e chi ha sbagliato o ha fatto finta di non vedere non dormirà più sonni tranquilli. 

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