Pfas nel Po. Anche l'Emilia Romagna prende atto dei dati del Veneto

L'ente regionale emiliano chiede l’intervento dell’Autorità di bacino Distrettuale per affrontare la questione. «Ci conforta la presa d’atto anche della direzione tecnica dell’Emilia Romagna»

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La Regione Emilia Romagna prende atto dei dati inviati dal Veneto sulla presenza anomala del composto chimico cC6O4 nelle acque del Po al Veneto e chiede l’intervento dell’Autorità di bacino Distrettuale del fiume Po per affrontare la questione.

La comunicazione indirizzata a Nicola Dell’Acqua, direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio di Regione del Veneto, è arrivata giovedì, mentre a Roma il Ministro dell’Ambiente, incontrando i rappresentanti delle regioni del Bacino Padano per affrontare il tema dello smog, annunciava l’istituzione di un tavolo tecnico nazionale con l’obiettivo di porre limiti nazionali all’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas). Tavolo convocato per la prossima settimana, al quale partecipa l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e la Regione del Veneto in veste di ente esperto in materia.

«Ci conforta la presa d’atto anche della direzione tecnica dell’Emilia Romagna – commenta con soddisfazione l’Assessore all’Ambiente della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin – siamo convinti che confrontarsi sulla questione sia essenziale per raggiungere il risultato che il Veneto chiede da anni: porre limiti nazionali all’inquinamento da Pfas, soprattutto le sostanze di nuova generazione, delle quali non conosciamo ancora gli effetti su ambiente e salute. Vogliamo evitare che accada quanto accaduto con la Miteni e faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per riuscirci».

Nella comunicazione - giunta in risposta alla segnalazione di valori anomali nella presenza di cC6O4, Pfas di nuova generazione inviata dalla Regione del Veneto lo scorso 16 aprile - Paolo Ferrecchi, direttore generale Cura del Territorio e dell’Ambiente della Regione Emilia Romagna, sottolinea che la sua direzione, con il supporto operativo di ARPAE, ha già da tempo avviato un’attività di monitoraggio specifica volta a valutare la presenza e l’eventuale diffusione dei composti perfluoroalchilici (Pfas) nelle acque del territorio regionale.

Si sottolinea altresì che, trattandosi di tematica complessa a causa dell’incertezza relativa alle metodiche di campionamento ed analisi nonché alla valutazione degli effetti sanitari di questi composti, «si ritiene opportuno che questa venga affrontata in modo coordinato tra le Regioni afferenti al Distretto Padano con il diretto coinvolgimento dell’Autorità di bacino Distrettuale del fiume Po».

La comunicazione si conclude con l’auspicio che la stessa l’Autorità di Bacino Distrettuale attivi, in tempi brevi, la costituzione di un tavolo di lavoro interregionale per la condivisione e l’armonizzazione delle attività già in essere presso le regioni padane.

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