Martedì, 26 Ottobre 2021
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"Pfas bis", 3 aziende idriche e la Regione Veneto si costituiscono parte civile

Al procedimento a carico di otto imputati accusati a vario titolo dei reati ambientali avvenuti tra il 2013 e il 2017, sono trenta le parti civili ammesse

Sono trenta le parti civili ammesse lunedì 25 gennaio al procedimento “Pfas Bis” a carico di otto imputati accusati a vario titolo dei reati ambientali avvenuti tra il 2013 e il 2017. Tra queste ci sono anche Acque del Chiampo, Acquevenete e Viacqua, mentre Acque Veronesi valuterà la costituzione entro l’avvio dell’udienza dibattimentale.

Secondo la ricostruzione accusatoria formulata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, riferisce l'avvocato Pinelli, "i vertici di Miteni S.p.A. – individuati nelle persone di Mc Glynn Brian Anthony, Presidente del C.d.A. di Miteni S.p.A. dal 27 aprile 2015 al 1 giugno 2017, di Leitgeb Martin, Presidente del C.d.A. di Miteni S.p.A. dal 1 giugno 2017 al fallimento, di Nardone Antonio Alfiero, componente del C.d.A., Consigliere delegato dall’11 dicembre 2015 e Procuratore speciale di Miteni S.p.A. con atto dell'8 giugno 2016 e di Drusian Davide in qualità di procuratore speciale della Miteni S.p.A. dal 12 dicembre 2013 – avrebbero consapevolmente sversato nella falda acquifera il rifiuto pericoloso cod. CER 07 02 01* ovvero CER 190211*, contenente la sostanza HFPO-DA (commercialmente noto come Genx) e, consequenzialmente, avrebbero determinato una compromissione ovvero un deterioramento significativo e misurabile delle acque sotterranee insistenti sotto il sito industriale di Miteni S.p.A".
Per quanto riguarda il reato di bancarotta, l’accusa è di aver aggravato il dissesto della società di Trissino, con perdite per quasi 15 milioni di euro tra 2010 e 2017. Alla Miteni si contesta di non essersi dotata di un modello organizzativo «idoneo a prevenire» questi reati, ai sensi del D. Lgs. 231/2001. Nell’udienza di lunedì è stata citata come responsabile civile la ditta International Chemical Investors Group (ICIG), alla quale verrà notificato l’atto in tempi brevi.

Nella prossima udienza del 22 marzo si inizierà la discussione a prescindere che si decida sulla riunione dei due procedimenti Pfas 1 (reati fino al 2013) e Pfas 2 (reati fino ale 2017).
Con la contestazione del reato di inquinamento da parte della Procura di Vicenza nel "filone Pfas-bis" è stata recepita una delle argomentazioni del collegio difensivo delle società idriche (avvocati Marco Tonellotto, Angelo Merlin, Vittore d’Acquarone) che avevano pure rappresentato la natura permanente o continuata della compromissione ambientale e quindi la sostanziale non prescrittibilità dei reati ambientali contestati, tesi condivisa anche da una recente sentenza della Cassazione.

Regione Veneto

Tramite l'avvocato Fabio Pinelli, la Regione Veneto ha comunicato di essersi costituita parte civile nel procedimento "preliminarmente per accertare i fatti e le responsabilità per le vicende indicate e, successivamente, per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale per le spese sostenute in ragione dell’inquinamento e del danno alla salute dei cittadini veneti". "La Regione, poi, ha formulato la richiesta di citazione dei responsabili civili, al fine di poter giungere – in caso di pronuncia di sentenza di condanna degli imputati – ad un risarcimento anche da parte delle società coinvolte nei reati in questione".

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