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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Riforma fiscale del Governo Draghi, pensionati: «Si può ancora perfezionare»

I sindacati dei pensionati di Cgil e Cisl manifestano ma per ragioni diverse e quindi separati. Lo Spi Cgil aderisce allo sciopero generale e chiede «una riforma meno iniqua». Per l'Fnp Cisl «il dialogo con il Governo non deve essere interrotto»

Hanno preso in mano la calcolatrice ed hanno misurato quanto guadagneranno i pensionati veneti dalla recente riforma fiscale del Governo Draghi. E per diverse ragioni, manifesteranno in piazza. La Cisl, infatti, non ha aderito allo sciopero generale di Cgil e Uil. E quindi il sindacato dei pensionati Spi Cgil oggi partecipa alla protesta dei lavoratori. Mentre i pensionati della Fnp Cisl saranno il 18 dicembre a Roma.

FOCUS DEL SINDACATO PENSIONATI CISL SULLA RIFORMA FISCALE

Tra allargamento della no tax area e la revisione delle aliquote, ai 1.277.160 pensionati veneti resteranno in tasca dal 2022 176 milioni di euro in più. Una bella notizia per una categoria che mai prima aveva potuto godere di bonus fiscali, e che nel corso degli ultimi 20 anni ha visto peggiorare pesantemente il proprio potere d'acquisto. «Possiamo, e dobbiamo, ancora perfezionare molto la riforma, ma questo è il primo passo, un passo tra l'altro a favore della maggioranza dei pensionati - ha commentato Tina Cupani, segretaria generale della Fnp Veneto - Il dialogo con il Governo non si deve interrompere, per arrivare a disegnare un fisco finalmente equo, progressivo, più semplice e che tuteli le fasce più deboli».
Ogni anno in Veneto arrivano 25,1 miliardi di euro di pensioni, e allo Stato ne tornavano 6,1. Con la riforma fiscale il gettito scende a 5,93 miliardi. Infatti, l'allargamento della no tax area da 8.125 a 8.500 euro lordi l'anno vede il numero di pensionati in questa fascia salire da 247.475 a 250.134, per un Irpef non versato di poco più di 5 milioni di euro. Mentre la revisione delle aliquote comporta una diminuzione complessiva delle tasse di 171 milioni di euro, di cui quasi 55 milioni a favore dei 514mila pensionati veneti con un reddito annuale lordo fra 15mila e 28mila euro. E la diminuzione delle aliquote per le fasce medio-basse ha ripercussioni positive anche sugli scaglioni di reddito successivi che, invece, si vedono aliquote maggiorate. «Questa operazione ha favorito la fascia media dei pensionati, ora il confronto deve continuare per trovare una soluzione migliorativa anche per la fascia fino ai 15mila euro l'anno, per la quale ora non cambia nulla - ha spiegato Cupani - E anche per evitare quella che è una sbavatura della no tax area, che sottolineiamo da tempo, e cioè non poter portare in detrazione le spese sanitarie, che sono una voce molto gravosa per gli anziani».

IL CONTROCANTO DEL SINDACATO PENSIONATI CGIL

Per la Spi Cgil del Veneto, la riforma fiscale del Governo Draghi regala pochissime soddisfazioni all’86% dei pensionati veneti, ovvero alla platea che porta a casa assegni inferiori a 28mila euro annui. I vantaggi si riducono a un risparmio medio di circa 13 euro al mese, con punte di 20 euro per chi guadagna una pensione di 15mila euro annui e un minimo di 6,25 euro per chi invece arriva fino a 8.500 euro.

riforma fiscale grafico pensionati cgil-2

«La riforma fiscale è palesemente iniqua, sia per i lavoratori che per i pensionati - ha spiegato Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil Veneto - Se i numeri del Mef sono confermati, ci troviamo in una situazione per certi aspetti paradossale. Di quella parte dei 7 miliardi di tagli fiscali destinati alla nostra regione, il 47% va a vantaggio dei redditi inferiori ai 28mila euro. Bene, guardando i dati che riguardano i pensionati veneti, sotto i 28mila euro rientra l'86% dei nostri anziani. Di questo 86%, rappresentato da una platea di circa 1 milione e 100mila pensionati, il 40% guadagna circa mille euro al mese. Il restante 14% dei pensionati, quelli con pensioni più alte, così come i lavoratori con maggior reddito, fruirà dei maggiori vantaggi fiscali. Dove sta l’equità in questa manovra?. Siamo molto preoccupati e per questo chiediamo al Governo di cambiare la manovra con riforme in grado di aiutare davvero chi ha bisogno. Per tanti anziani veneti si profila un 2022 molto difficile sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista economico. Secondo le nostre indagini, il 60% dei pensionati veneti, quelli che prendono meno di mille euro lordi al mese, non riusciranno a sostenere gli esorbitanti rincari in vista per il nuovo anno. La manovra fiscale deve pensare a loro, come alla maggioranza di chi lavora che fatica ad arrivare a fine mese».

riforma fiscale tabella pensionati cgil-2

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