Arbitri aggrediti, le prossime gare cominciano in ritardo per protesta

I campionati interessati dalla protesta vanno dall'Eccellenza alla Terza Categoria, fino alle partite dei settori giovanili e quelle di calcio a 5 e di calcio femminile. Fischio d'inizio spostato di un quarto d'ora

Foto di repertorio

Il calcio regionale del Veneto si fermerà per un quarto d'ora, facendo cominciare in ritardo le partite in programma in questo fine settimana. I campionati interessati dalla protesta vanno dall'Eccellenza alla Terza Categoria, fino alle partite dei settori giovanili e quelle di calcio a 5 e di calcio femminile. E nei quindici miniti che ritarderanno l'inizio delle gare, sarà letto un importante messaggio contro la violenza.

La settimana scorsa, infatti, tre arbitri (tra cui due nel Veronese) impegnati in partite di campionati dilettantistici sono dovuti andare al pronto soccorso perché erano stati aggrediti. «Tutto il mondo del calcio veneto esprime la propria vicinanza affettuosa a questi tre giovani sportivi, certo di rivederli al più presto al loro posto nei campi di gioco, e a tutti gli arbitri, insostituibili ed indispensabili figure del nostro sport», si legge in un comunicato sottoscritto da Giuseppe Ruzza, presidente della Figc del Veneto, da Dino Tommasi, presidente del comitato regionale degli arbitri, dal consiglio direttivo della Figc veneta e dai presidenti delle sezioni arbitrali della regione. «Questa volta non vogliamo limitarci alle parole - si legge ancora nel comunicato - Vogliamo fermare per un breve tempo (quindici minuti) l'inizio delle nostre gare per avere la possibilità di trasmettere, in questo spazio di silenzio e riflessione, tre semplici messaggi che sono già patrimonio condiviso dalla stragrande maggioranza dei protagonisti del calcio veneto».

Questo è il messaggio che sarà letto all'inizio delle prossime partite:

No ad ogni forma di violenza: i nostri terreni di gioco vogliono essere liberi da violenze e discriminazioni. Devono rimanere esclusivamente luoghi di divertimento. No, senza se e senza ma, alle aggressioni nei confronti degli ufficiali di gara: gli arbitri non si devono toccare. Sì, ai veri valori del calcio, dove la ricerca della vittoria deve essere accompagnata sempre dal rispetto dell'avversario e dalla accettazione della sconfitta e dell'errore. Ci fermiamo oggi per dire no alla violenza e per dare domani ai nostri giovani un calcio libero da ogni atto che contrasti con i valori veri dello sport.

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