Piccoli di oltre 15 specie: il Parco Natura Viva fa il bilancio della stagione riproduttiva

È stata veramente un'ottima annata per il giardino zoologico: se le star infatti sono i cuccioli di tigre siberiana, sono le varietà di uccelli a dominare per numero

 

Tre specie di avvoltoi, due di gru, una specie africana e una sudamericana di pappagalli, ibis eremita, fenicotteri e nandù ma soprattutto tre cuccioli di tigre siberiana prossimi al debutto in società, tre lupi dalla criniera, una renna e la più grande di tutte le antilopi: sono più di quindici le specie che hanno allargato la propria famiglia al Parco Natura Viva di Bussolengo ma senza dubbio, questo è l’anno degli uccelli. Tutti inseriti nella lista rossa IUCN delle specie a rischio estinzione, non era mai successo di avere la nascita di tre fra le specie di avvoltoio più minacciate al mondo: l’ultimo arrivato è un pulcino di capovaccaio, “endangered; ma prima di lui è venuto alla luce un avvoltoio reale indiano “critically endangered” mentre in marzo è nata una gipeta poi rilasciata in natura: la sua specie scomparve in Italia sui primi del secolo scorso.

Il bilancio è dunque quello di un’ottima stagione riproduttiva per le specie più a rischio, tra le quali svettano le vere star di quest’annata: i tre tigrotti siberiani di cui mamma Luva si sta ancora curando nella tana, classificati come “endangered” ed endemici dell’estrema area sudorientale della Siberia. Dovranno compiere tre mesi prima di poter uscire e presentarsi al pubblico, ma intanto stanno trascorrendo le giornate giocando, sperimentando i primi cibi solidi ed esplorando l’area esterna del loro rifugio. La stessa esperienza che ha vissuto, con qualche mese di anticipo, un altro tris d’eccezione: quello dei lupetti dalla criniera (o cisocioni), che in Sudamerica stanno lottando contro deforestazione e perdita di habitat. Una minaccia che non risparmia nessun angolo del mondo, in special modo habitat fragili come le isole: delle due specie di gru asiatiche che zampettano al parco faunistico, la antigone - che vive anche in Australia - è classificata come “endangered” mentre la Manciuria come “vulnerable”. Non si distinguono più da mamma e papà i giovani cicognini neri mentre gli ibis eremita - “critically endangered” - permarranno ancora un po’ sul nido; nella pianura africana del Safari sgambetta una piccola alcina, la più grande di tutte le antilopi mentre la piccola renna compirà tra poco due mesi.

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