L'unica nascita di un capovaccaio in un parco zoologico nel 2020, è avvenuta nel Veronese

Il pulcino è venuto alla luce al Parco Natura Viva, che da quasi 20 anni ospita l’unica coppia riproduttiva vivente in ambiente controllato che dal 2012, ha avuto cinque piccoli

 

Se c’è un avvoltoio che si distingue dagli altri per essere quasi interamente coperto di un bel piumaggio bianco candido, quello è il capovaccaio: spicca solo il becco giallo che usa per portare in volo i sassi da lasciar cadere sulle uova altrui e le ultime penne della coda, quasi nere. Eppure, il nuovo nato sul nido del Parco Natura Viva sembra essere privo di ogni segno distintivo, poco somigliante a mamma e papà da far sorgere il dubbio di appartenere ad una specie diversa: le sue penne vanno dal marrone chiaro al marrone scuro, il becco è grigio e anche la “cresta” sulla testa è uniformemente scura. E non c’è alcun paragone che si possa fare con gli altri giovani: si tratta dell’unico pulcino di capovaccaio ginginiano nato in un parco zoologico del mondo quest’anno.

«Ovviamente - spiega Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva di Bussolengo - il nostro giovane non è stato “adottato” dai suoi genitori ma è dotato di una forma di mimetismo comune tra i piccoli di molte specie, che permette di avere maggiori possibilità di sopravvivenza confondendosi con l’ambiente circostante. Impiegherà sei anni prima di assumere la tipica colorazione bianca e quell’età segnerà anche il raggiungimento della sua maturità sessuale». Oggi il capovaccaio ginginiano originario dell’India ha 4 mesi ed è uno dei 20 individui della sua sottospecie a vivere in un parco zoologico del mondo: il Parco Natura Viva ospita da quasi vent’anni l’unica coppia riproduttiva vivente in ambiente controllato che dal 2012, ha avuto cinque piccoli.

Inserito nella Lista Rossa IUCN come “minacciato” di estinzione, il capovaccaio è un avvoltoio in grado di utilizzare strumenti per portare a termine un’azione. «A farne le spese sono proprio gli altri nidi - prosegue Sandri - perché questo animale sceglie un frammento di roccia, lo porta in volo e lo lascia cadere sulle uova, cibandosi poi dell’embrione in esse contenuto». Una “variazione sul tema” della sua dieta, che generalmente prevede carcasse: tutte e tre le sottospecie di capovaccaio è uno “spazzino” della natura minacciato in Europa, in Asia e nel Nordafrica dalla perdita di habitat, elettrocuzione, caccia illegale e avvelenamento.

il giovane capovaccaio con i genitori-2

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