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Monopattini e polemiche a Verona, consigliere Meloni: «Situazione di caos più totale»

«La colpa di questa caotica e inaccettabile situazione va attribuita in primis alla giunta Sboarina», attacca il consigliere della lista Fare Verona. Ma è davvero così?

«È sempre più evidente come la situazione dei monopattini elettrici a Verona stia degenerando nel caos più totale. Nonostante il continuo e determinato lavoro delle forze dell'ordine (che ringrazio), in tutta la città abbondano le giuste lamentele dei veronesi». A dichiararlo è stato Paolo Meloni, consigliere comunale della lista Fare Verona, riprendendo una polemica esplosa sin dal primo giorno in cui i monopattini elettrici hanno iniziato a circolare in città.

L'obiettivo dell'amministrazione Sboarina era chiaro, cercare di dare ai cittadini e ai visitatori un nuovo mezzo per circolare in città, un mezzo ecosostenibile e che avesse modalità d'impiego simile alle biciclette a noleggio che già sono presenti. Il consigliere Meloni, così come molti altri, non ha tuttavia esitato ad attribuire alla stessa giunta tutta la responsabilità dei disagi che i cittadini veronesi starebbero riscontrando: «La colpa di questa caotica e inaccettabile situazione va attribuita in primis all'amministrazione Sboarina che ha lasciato carta bianca alle varie compagnie private (sono già sei!) che ora si contendono il mercato aumentando esponenzialmente il numero di monopattini in città».

Già in precedenza a difendere l'introduzione in città dei monopattini era statto l'assessore alla Mobilità Luca Zanotto, il quale aveva spiegato che di per sé il veicolo elettrico è un'ottima cosa, tutto sta dunque nel come lo si utilizza. In tal senso ad essere chiamati in causa sono quegli stessi cittadini che il consigliere Paolo Meloni, un po' forzosamente, dipinge nella sua requisitoria esclusivamente come delle "vittime". Il tema è cioè un altro: chi sono quelle persone che utilizzando in modo improprio i monopattini, parcheggiandoli malamente, arrecano danni e disagi ai veronesi, se non in larga parte per l'appunto i cittadini di Verona stessi? Il problema, innanzitutto, è forse quello del senso civico degli abitanti che sono chiamati ad impiegare i monopattini elettrici nel rispeto di tutti. Capiamo perfettamente che ammettere questo sia politicamente molto sconveniente, e ben più fruttuoso additare piuttoso colpe esclusive nei politici delle fazioni avverse.

Su una cosa certamente ha però ragione il consigliere Paolo Meloni, vale a dire l'urgenza di una regolamentazione chiara ed uniforme circa le condotte che gli utilizzatori dei monopattini sono chiamati a dover rispettare: «Il Comune non ha ancora emesso un regolamento chiaro e dettagliato a differenza di altre grandi città, come Milano e Torino, - ha aggiunto il consigliere Meloni - in modo da permettere alle forze dell'ordine di intervenire più efficacemente. Nel momento in cui viene introdotto un nuovo mezzo di trasporto nel contesto del traffico urbano è categorico predisporre normative puntuali». L'auspicio, in ogni caso, è che oltre al pacchetto di norme chiare ed efficaci, vengano anche predisposti interventi per migliorare la rete delle vie ciclabili cittadine, poiché non vi sarebbe luogo migliore per far transitare i monopattini elettrici che per l'appunto le piste ciclabili, oggi purtroppo inadeguate persino per le bici stesse (provate a raggiungere Borgo Roma o la zona Fiera in bicicletta senza rischaire la vita, giusto a titolo di esempio). 

In una città così restia ai cambiamenti come quella di Verona, la giunta Sboarina pare aver avuto se non altro il merito di portare avanti sul fronte della viabilità dei progetti di rinnovamento. Il filobus, pur con i tanti problemi e le numerose contraddizioni (è davvero oggi ancora un progetto innovativo?), rappresenterebbe una mezza rivoluzione per chi intende muoversi in città, ma allo stesso modo anche l'introduzione dei monopattini elettrici, se accompagnata dalle necessarie migliorie, non sarebbe da meno. Se un domani i monopattini elettrici dovessero essere ritirati dalla circolazione, si tratterebbe di una sconfitta "politica" non solo della giunta Sboarina, ma dell'intera classe dirigente veronese, oltre che di una sconfitta "civica" di tutti gli abitanti veronesi, in primis quelli che amano tanto lamentarsi e piangersi addosso. Cari veronesi, ancora uno sforzo, suvvia, per essere un po' più moderni.

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