Palestra nega rimborso ad abbonato per i mesi non goduti nel lockdown

L'utente, indignato, ha disdetto l'abbonamento, ma anche questa richiesta è stata respinta. Del caso se ne è occupata Associazione Consumatori 24

(Foto generica di repertorio)

Piscine e palestre, come tutti gli altri luoghi ad uso sportivo, sono stati tra i primi a chiudere durante la pandemia di Covid-19 in Italia. E per loro il lockdown è durato mesi, avendo avuto la possibilità di riaprire solamente a fine maggio e con regole molto stringenti per evitare la diffusione del coronavirus. E nelle settimane di chiusura, molti utenti di questre strutture non hanno potuto usufruire dei servizi, pur avendo pagato un abbonamento. Oltre al disagio sanitario, dunque, molti cittadini hanno dovuto affrontare un'ulteriore difficoltà: senza contare le insicurezze e la paura del contagio che hanno spinto a rimandare ulteriormente il rientro in palestra; i mesi pagati e non usufruiti, che fine avrebbero fatto esattamente?

Su questo tema, sono state centinaia le segnalazioni giunte all'Associazione Consumatori 24. Tra esse spicca in particolar modo quella di un veronese. Le iniziali del suo nome sono T.O. e si può definire un cliente fidelizzato di una delle palestre appartenenti ad una nota società. T.O. ha riferito che, tornando finalmente nella propria palestra e chiedendo informazioni in merito a come sarebbero state considerate le rate di abbonamento versate e non usufruite durante i mesi di chiusura, aveva visto negarsi qualsivoglia rimborso sia monetario sia tramite voucher da sfruttare nei mesi a seguire. Semplicemente, il denaro versato durante la quarantena era da considerarsi perso. T.O., indignato, ha inviato un messaggio di disdetta del proprio abbonamento, continuando però a ricevere da parte della palestra diverse richieste di pagamento per le rate dei mesi a seguire, poiché non veniva ammesso alcun recesso. Stanco della situazione, T.O. ha deciso di rivolgersi all'Associazione Consumatori 24.

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«A seguito del decreto Rilancio, la negazione del diritto di recesso è illegittima, viste le condizioni sanitarie nazionali e la riduzione dei servizi offerti a causa del distanziamento sociale - spiega l'associazione - Come illegittimo è pretendere l'immediato utilizzo di un eventuale voucher emesso per i mesi non goduti allo scadere del proprio abbonamento, poiché il consumatore ha tempo un anno per usufruirne a partire dal mese scelto personalmente da lui. Proprio a seguito dei diffusi disagi a causa della errata applicazione delle disposizioni in merito alle attività sportive, mettiamo a disposizione il nostro staff di esperti al fine di valutare e supportare nella risoluzione della vertenza e di far valere i diritti spettanti ai consumatori».

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