Il tempo si è fermato a Verona: rimossi dal Comune 36 orologi con le lancette bloccate

Si tratta di impianti-orologio sparsi per la città, eredità degli anni '90

Alcuni degli orologi fermi fatti rimuovere dal Comune di Verona

Da parecchio tempo, ormai, segnavano l’ora giusta solo due volte al giorno. Perché da anni erano fermi con le lancette bloccate sempre alla stessa ora. E i veronesi, sapendolo, non guardavano nemmeno più quei 36 impianti-orologio sparsi per la città. Solo qualche turista, forse, ci cascava ancora.

I pali-segnatempo erano un’eredità diretta degli anni ’90. Erano smilzi, ma dotati di uno spazio per la pubblicità, talvolta illuminato, e completati da un orologio tondo in cima. Li si poteva trovare in giro per Verona anche se la maggior parte si concentravano tra il centro, borgo Trento e borgo Milano.

orologi fermi rimossi verona

Alcuni degli orologi fermi fatti rimuovere dal Comune di Verona

Ebbene da circa un anno, l’amministrazione ha optato per la loro rimozione. Non solo perché gli interventi di manutenzione sarebbero stati molto consistenti, ma soprattutto perché il Comune sta procedendo a un riordino complessivo dei manufatti pubblicitari presenti in centro e nei quartieri. Tra l’altro, una città patrimonio Unesco ha il dovere di tutelare e salvaguardare la propria immagine, se vuole continuare ad essere tale.

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«Ad un anno dal provvedimento di rimozione degli oltre 35 orologi da tempo non funzionanti – ha detto l’assessore ai Rapporti con Unesco Francesca Toffali – possiamo dire che nessuno ne ha sentito la mancanza. Speriamo solo che almeno si sia apprezzata l’azione costante di riordino della nostra città che comincia prima di tutto dal togliere ciò che non serve o non funziona più. Sono, infatti, centinaia e centinaia i cartelli stradali e di informazioni varie, sia pubblici che privati, disseminati nel nostro Comune. Una prossima mappatura e valutazione sarà effettuata nella cosiddetta zona rossa Unesco perché anche questi elementi, se ordinati, concorrono al garantire il nostro sito come patrimonio mondiale dell’umanità. Noi amministratori siamo ora responsabili della sua gestione che si concretizza anche con queste piccole, ma fondamentali azioni».

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