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Operazione Fiumi di Legambiente arriva sull'Adige e suona campanelli d'allarme

Analizzata l'acqua raccolta in sette punti, anche in provincia di Verona. Non è emerso nulla di particolare dal punto di vista chimico, ma a Zevio e Legnago la concentrazione di escherichia coli supera il limite massimo per le acque balneabili

Sabato scorso, 19 giugno, terza tappa della nuova campagna itinerante di Legambiente Veneto «Operazione Fiumi - Esplorare per Custodire». La campagna è pensata e organizzata per conoscere, curare e valorizzare i corsi d’acqua e le comunità fluviali a partire da un'analisi puntuale di un tratto di fiume. Ed è stato l'Adige il fiume controllato sabato, anche in punti in provincia di Verona.
«Grazie al coinvolgimento e all'impegno di oltre 50 giovani volontari formati, abbiamo potuto campionare e monitorare decine di punti sui nostri corsi d’acqua, abbiamo effettuato sopralluoghi e osservazioni morfologiche e monitorato le tipologie di rifiuti presenti lungo le sponde dei nostri fiumi - ha commentato Giulia Bachiega, portavoce della campagna Operazione Fiumi - La scarsa presenza di rifiuti abbandonati che abbiamo riscontrato in questo tratto di fiume, in particolare al Parco Pontoncello, testimonia l'impegno di decine di volontari della zona di San Giovanni Lupatoto e Zevio, che da ormai tre anni si stanno prendendo cura di questo tratto di fiume con attività periodica di pulizia e raccolta rifiuti. Azioni e impegno che vogliamo supportare e valorizzare con l’approccio scientifico che da sempre contraddistingue la nostra associazione. Ecco perché abbiamo effettuato anche un monitoraggio sperimentale con l'obiettivo principale di contribuire alla conoscenza, in termini di quantità e tipologie, dei rifiuti che si trovano nei corsi d’acqua e sulle sponde, per individuare azioni concrete da mettere in campo».

Per l'Adige sono stati scelti sette punti di campionamento su cui sono stati realizzati rilevamenti morfologici, chimici e microbiologici: partendo da Bussolengo, passando per due punti tra Verona a Rovigo fino alla sua foce nei pressi di Rosolina. Carlotta Dentico, del team scientifico di Legambiente Veneto ha spiegato: «L’Adige come confermato dai rilevamenti della campagna Operazione Fiumi, è un fiume nel complesso senza particolare problemi che riesce a mantenere una certa naturalità, Forse andrebbe indagata la presenza di un elevato numero di escherichia coli nei due punti da noi campionati, così come un controllo più puntuale dei rifiuti sulle sponde in luoghi altamente frequentati e facilmente accessibili alla cittadinanza».
Nei punti campionati non è emerso nulla di particolare dal punto di vista chimico. Per quanto riguarda la concentrazione di escherichia coli, tutti i punti sono al di sotto del limite consentito allo scarico di un depuratore, ma superano invece il limite massimo consentito per le acque balneabili, con valori particolarmente alti nei pressi di Zevio e Legnago. «Per l’Adige, un campanello d’allarme sotto il profilo della depurazione che preoccupa - ha commentato Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Verona - le cui cause sono probabilmente da ricercarsi negli scarichi degli impianti di depurazione delle acque reflue, non sempre ben funzionanti o in qualche scarico abusivo ancora da scovare».
Dal punto di vista geomorfologico e biologico, Legambiente ha riscontrato una naturalità sufficiente del corso d’acqua tranne nel primo punto nei pressi di Pescantina. La funzionalità ecologica è tra il sufficiente e l'insufficiente: nel complesso su tutti i punti si è riscontrata la presenza di vegetazione ma con scarsa continuità della fascia ripariale ed elevata anche la presenza di specie invasive rispetto a quelle locali.
Infine, il carico antropico è generalmente basso eccetto in tre punti: a Legnago e vicino la foce, ad Anguillara Veneta e Rosolina, dove i volontari del progetto hanno riscontrato opere di attraversamento e opere che influenzano la portata liquida e la portata solida come opere di presa e cave. Pochi i rifiuti sulle sponde e nel letto del fiume, eccetto nel punto vicino Masi, molto frequentato e facilmente accessibile, che ha riportato una presenza consistente di rifiuti.
A settembre saranno disponibili anche i dati di monitoraggio del glifosate, che saranno restituiti assieme ai risultati complessivi della campagna Operazione Fiumi, prima della conclusione del progetto.

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