Operatori Socio Sanitari, 138 corsi in Veneto: 33 per la Ulss 9 Scaligera

La Giunta regionale ha approvato la delibera con cui viene programmata l’offerta formativa per il biennio 2020-21 per aspiranti OSS

Immagine di repertorio

«Un provvedimento che assume grandissima importanza per i nostri servizi sociosanitari, in particolare quelli che si prendono cura delle persone anziane e più fragili».

Così l’assessore alla Sanità ed al Sociale della Regione del Veneto, Manuela Lanzarin, sottolinea l’approvazione da parte della Giunta della delibera con cui viene programmata l’offerta formativa per il biennio 2020-21 per aspiranti Operatori Socio Sanitari (OSS). Con questa delibera la programmazione dei corsi da triennale diventa annuale, per cercare di monitorare e rispondere ai bisogni in maniera puntuale. Ruolo importante è attribuito alle Aziende ULSS in quanto manifestano il fabbisogno formativo, espresso nei territori, attraverso interlocuzioni con il comitato dei Sindaci e le strutture socio- sanitarie.

Il programma prevede di attivare 138 corsi in tutta la Regione con una studiata distribuzione sul territorio, in modo da coinvolgere non solo tutte le aziende sanitarie ma anche i rispettivi distretti.

«È stimato un fabbisogno di oltre 4.100 Oss per il biennio interessato – spiega l’Assessore -. Dal 2001, l’impegno della Regione ha trovato conferma nel susseguirsi di numerosi avvisi pubblici per la presentazione di progetti formativi mirati alla qualificazione di Oss in modo da coprire le necessità delle varie strutture e dei servizi sociosanitari e socioassistenziali. L’importanza di quest’ultimo provvedimento, inoltre, è quella di essere pubblicato nel momento storico legato all’emergenza Covid-19 che, mettendo in difficoltà le strutture, ha inciso ulteriormente su una situazione non facile per il reclutamento di personale qualificato.
Per facilitare l’arruolamento di personale – prosegue l’Assessore evidenziando le novità - sono stati progettati corsi a due velocità: corsi intensivi con durata da 6 a 8 mesi dall’avvio, ed estensivi con durata da 9 a18 mesi dall’avvio. Altra novità è l’introduzione della formazione a distanza per favorire anche gli studenti lavoratori con ben 205 ore su 480 ore di lezione, oltre a 520 di tirocinio».

Sul fronte dei contenuti, inoltre, risulta importante il coinvolgimento della Fondazione di Scuola di Sanità Pubblica che interverrà nella progettazione della formazione a distanza così da garantire qualità ed omogeneizzazione dei contenuti per tutti i corsi.

«Importante risvolto nel rivedere i programmi di studio – aggiunge l’assessore alla Sanità – è legato all’emergenza sanitaria da Sars-CoV-2. È stato necessario attualizzare i programmi delle materie del corso sulla base delle problematiche emergenti. A titolo di esempio: prevenzione delle infezioni, misure di protezione individuale e basate sulle vie di trasmissione, umanizzazione delle cure».

Sul fronte dei costi si segnala la diminuzione della quota di iscrizione da 2000 a 1800 euro ed il mantenimento del voucher da FSE, per gli aventi diritto, di 1500 euro.

Lanzarin, inoltre, puntualizza come anche la revisione della ripartizione del tirocinio tra ambito ospedaliero e ambito sociosanitario, abbia una certa importanza: «Abbiamo preferito diminuire l’esperienza da 200 a 150 ore nelle degenze ospedaliere per ampliarla alle strutture intermedie, ed è stato aumentato il tempo da 120 a 170 ore nelle strutture socio-sanitarie per anziani. Questa scelta ha lo scopo sia di diminuire il carico di corsisti nelle strutture di degenza ospedaliera sia di aumentare la permanenza dei corsisti nei contesti che risultano più carenti di tale personale in modo da facilitarne la conoscenza e l’attrattività lavorativa».

Valutate le necessità di ogni singola azienda i 138 corsi saranno così suddivisi: 7 nella 1 Dolomiti; 18 nella 2 Marca Trevigiana; 18 nella 3 Serenissima; 6 nella 4 Veneto Orientale; 10 nella 5 Polesana; 15 nella 6 Euganea; 10 nella 7 Pedemontana; 21 nella 8 Berica; 33 nella 9 Scaligera.

«In questo frangente – conclude l’Assessore - un’attenzione per il ruolo dell’Operatore socio sanitario nel modello sociosanitario veneto è sottolineata anche dalla risposta all’avviso aperto a fine luglio da Azienda Zero per il reclutamento di infermieri e Oss nelle RSA. Dopo appena una settimana dalla pubblicazione, le manifestazioni di interesse erano 367 (38 infermieri e 329 Oss). Di questi, 148 sono residenti in Veneto e 219 in altre regioni. Possiamo quindi guardare con fiducia ai risultati che accompagneranno la conclusione dei termini».

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