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Turismo, aperto il nuovo ufficio IAT in piazza Brà: «Verona traina la ripartenza»

Lo IAT scaligero è fra i primi spazi del network voluto dalla Regione per un’offerta turistica coordinata. «Apriamo in un luogo strategico, di grande passaggio, dentro al Palazzo comunale e di fronte all’Arena, pronti ad accogliere i turisti internazionali», ha detto il sindaco Federico Sboarina

Verona si prepara al ritorno dei visitatori internazionali e inaugura il nuovo ufficio IAT, per fornire informazione e accoglienza turistica direttamente in piazza Bra. Pareti blu e arredo essenziale, come gli altri punti che verranno aperti al pubblico presto in tutto il Veneto. Lo IAT scaligero, infatti, è fra i primi spazi del network voluto dalla Regione per un’offerta turistica coordinata, ma vanta l'unicità delle finestre che si affacciano direttamente sull'Arena. L'ingresso è sul lato di Palazzo Barbieri, in piazzetta Municipio, a pochi passi dalla fermata del bus che arriva dal parcheggio Centro, in una zona di grande passaggio.

Il Comune spiega che nel nuovo spazio sarà possibile trovare informazioni su Verona città, il lago di Garda e la provincia, ma anche su Venezia, Treviso, Rovigo, Padova, Vicenza e Belluno, così come acquistare i biglietti per l'Arena, il Teatro Romano e, con la stessa facilità, per La Fenice. Insomma un "viaggio" oltre i confini comunali per rendere la promozione turistica sempre più integrata, che nelle intenzioni dell'Amministrazione dovrebbe prestarsi anche come simbolo della ripartenza, dopo il difficile periodo legato alla pandemia. 
Le sale che accolgono i visitatori, durante il lockdown, erano state utilizzate come magazzino di stoccaggio di tutti i presidi sanitari che venivano donati al Comune e che l’ente distribuiva a sua volta.

Nuovo ufficio IAT aperto a Verona

La nuova sede, gestita dalla cooperativa Le Macchine Celibi, è stata realizzata grazie all'adesione del Comune di Verona al progetto della Regione Veneto “HUB - Le Porte dell'Accoglienza”. A farla da padrone un nuovo concept: un layout innovativo che utilizza materiali pregiati, colori “caldi” ed intensi, un restyling radicale. Elementi che accomuneranno tutto il network degli IAT.

A tagliare il nastro, giovedì pomeriggio, il sindaco Federico Sboarina insieme agli assessori al Turismo della Regione Veneto Federico Caner e del Comune di Verona Francesca Toffali.

«Apriamo in un luogo strategico, di grande passaggio, dentro al Palazzo comunale e di fronte all’Arena, pronti ad accogliere i turisti internazionali, a fare da traino per la ripartenza – ha detto Sboarina -. Questo nuovo IAT rappresenta un salto di qualità per il turismo scaligero e veneto. L’apertura di oggi, infatti, rientra in una operazione a respiro regionale. Finalmente c’è una visione di squadra, abbiamo capito che non possiamo promuovere ognuno una parte di territorio, ma si deve fare rete per attrarre i flussi turisti. Un bel biglietto da visita per la città, il territorio provinciale e tutta la regione».

«Siamo fra i primi ad aprire – ha aggiunto Toffali -. Questa nuova sede IAT si inserisce in una strategia complessiva di programmazione e gestione del turismo sul territorio veneto e veronese. Segna, infatti, il passo per una modalità di accoglienza comune a tutte le città capoluogo. E, allo stesso tempo, rientra nella politica di condivisione delle sei destinazioni turistiche raccolte nella neo costituita fondazione per il turismo. Finalmente un lavoro d'insieme lungimirante, inclusivo e non esclusivo, che vedrà i suoi risultati negli anni avvenire».

«Verona è un grande attrattore di turismo, come le altre importanti città d’arte ha sofferto pesantemente durante la pandemia ma ha saputo reagire per prima e abbiamo buoni segnali per i prossimi ponti – ha concluso Caner -. Questa location è fantastica e risponde a pieno alla volontà della Regione di dare un’immagine coordinata tra gli IAT, per integrare il più possibile le destinazioni e la promozione turistica. La Regione Veneto è la prima in Italia per turismo, con oltre 72 milioni di presenze all’anno, mancava quel coordinamento tra territori che ora sta diventando realtà».

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