Nuovo stadio, primo round in commissione. PD: «Emerse nuove criticità»

Cezar Octavio Esparza Portillo, rappresentante dell'azienda che ha proposto il project financing per il Nuova Arena Stadium, ha esposto il progetto ma non ha convinto tutti i consiglieri

Rendering Nuova Arena Stadium

Oggi, 5 dicembre, alla 13 si riunirà per la seconda volta la commissione urbanistica del Comune di Verona per discutere sul Nuova Arena Stadium, lo stadio che la società Nuova Arena srl ha proposto di costruire al posto del Bentegodi. La commissione e in seguito il consiglio comunale si dovranno esprimere sulla proposta di delibera che riconosce la pubblica utilità al project financing presentato dalla società provata.
La prima riunione della commissione su questo tema è stata ieri ed ha partecipato anche il rappresentante della Nuova Arena srl, il messicano Cezar Octavio Esparza Portillo. È stato lui ad illustrare i dettagli del nuovo impianto a consiglieri, sindaco ed assessori. E dall'illustrazione di Esparza Portillo non è emerso nulla di nuovo. Il Nuovo Arena Stadium sarà una struttura finanziata dai privati, i quali l'avranno in gestione per un tempo stabilito e poi la cederanno gratuitamente al Comune. Lo stadio sarà meno capiente dell'attuale Bentegodi, ma con gli spalti più vicini al campo e con la possibilità di ospitare anche eventi extra-calcistici. Sarà un edificio polifunzionale, con al suo interno un museo, bar, ristoranti, negozi, uffici, un albergo e anche un asilo e dotato di un parcheggio sotterraneo da 800 posti. Sarà costruito al posto dell'attuale stadio, ma essendo più piccolo coprirà meno spazio e nello spazio eccedente sarà realizzato un parco.

Ma le parole del rappresentante della Nuova Arena srl non hanno convinto i consiglieri di opposizione, i quali erano già pronti a dare battaglia e che ora hanno aggiunto nuove critiche per il project financing.

Alle criticità e alle contraddizioni già note, relative al progetto del nuovo stadio, i proponenti ne hanno più o meno volontariamente aggiunte di nuove - scrivono i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - A partire dall'obiettivo di fondo del progetto che, a loro dire, sarebbe quello di incrementare, attraverso 4-6 spettacoli all'anno, un turismo veronese in sofferenza. In realtà, come sanno anche i sassi dell'Arena, dal 2006 il turismo veronese è in forte crescita, precisamente è passato da 13 a 18 milioni di presenze all'anno secondo i dati ufficiali della Camera di Commercio. Il problema semmai, sta nella gestione dei flussi, dove l'amministrazione sconta una tra le più sue grandi incapacità, assistendo impotente alle consuete e improduttive resse. Questo obiettivo entra inoltre in conflitto di interessi con la mission di Fondazione Arena che, come è noto, accanto alla stagione lirica, gestisce un'attività di eventi e spettacoli pop.
Illogico anche che, a fronte dell'incremento di turisti perseguito, i proponenti in commissione abbiano negato un peggioramento del traffico nel quartiere Stadio. Del resto il peggioramento è certificato anche dallo studio del traffico che i loro tecnici hanno depositato.
Rimaniamo inoltre preoccupati per quanto riferito dai responsabili dell'Hellas in merito al funzionamento attuale dello stadio. Emergono infatti criticità che meriterebbero maggior attenzione da subito, senza attendere un nuovo stadio, ad esempio per quanto riguarda i segnali fonici che non funzionerebbero adeguatamente anche in caso di gravi problemi di ordine pubblico. Di questo passo si può rischiare la chiusura per mancanze gravi. In definitiva, concordiamo con i proponenti in merito alle immense potenzialità della città. Ci hanno visto giusto, ma quella che propongono, a nostro parere, non è la modalità corretta perché va a scapito di un quartiere già in sofferenza.

«I progettisti e i proponenti il project del nuovo stadio non hanno dissipato nessuno dei tanti dubbi sul tavolo, a partire dalla sostenibilità di un piano economico finanziario (pef) che, a detta degli uffici comunali, è così vago e generico da non avere nemmeno le caratteristiche per poter essere definito un pef - ha aggiunto il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Non ci hanno detto nemmeno dove troveranno i soldi. Ad oggi i proponenti non possiedono nemmeno lontanamente la capacità finanziaria per realizzare un intervento valutato in circa 100 milioni di euro».

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