Nuovo stadio di Verona, il consiglio comunale approva la pubblica utilità

I voti favorevoli sono stati 22, quelli contrari 6. Dopo la discussione in commissione, dunque, può partire il project financing per la costruzione della Nuova Arena Stadium

Nuova Arena Stadium

Ieri, 11 dicembre, è stata approvata dal consiglio comunale di Verona la delibera per la dichiarazione di pubblico interesse sul progetto del nuovo stadio. I voti favorevoli sono stati 22, quelli contrari 6. Accolti dall'amministrazione 30 ordini del giorno, 23 della maggioranza e 7 dell’opposizione.
Dopo la discussione in commissione, dunque, a Verona può partire il project financing per la costruzione della Nuova Arena Stadium.

LE DICHIARAZIONI DI SINDACO E CONSIGLIERI COMUNALI

L'obiettivo - ha spiegato il sindaco Federico Sboarina - è di realizzare un'opera che possa offrire a Verona non solo un impianto all'avanguardia e in linea con la crescita della città ma, anche, un progetto di riqualificazione per il miglioramento del quartiere stadio e non il contrario. È impensabile non realizzare un progetto di pubblica utilità a costo zero solo perché non era nel programma. Allora non lo ritenevo un atto indispensabile, invece ne è stata constata la vetustà e la necessità di continui lavori. Nessuno vuole sottrarsi al confronto con la cittadinanza. Una volta approvato il pubblico interesse, spiegheremo ai cittadini come stanno realmente le cose. Questa amministrazione non si nasconde dietro la legge, ma la applica nel merito. Anzi di più. Abbiamo fatto la manifestazione di interesse che non era obbligatoria, avviando un percorso di grande trasparenza. Sono il primo che verifica la presenza di tutte le garanzie e che si impegna perché l'iter procedurale seguito sia corretto e nel pieno rispetto della legge. La correttezza del percorso seguito è stata confermata dallo stesso presidente del Credito Sportivo, che è venuto a Verona per formalizzare l'accordo con la società proponente. Dire di no al pubblico interesse significa non dare la possibilità di entrare nel merito del progetto. Sarà infatti nelle fasi successive che ci sarà la possibilità di approfondire l'intervento e di avviare un dibattito costruttivo con tutti i soggetti interessati. Bisogna essere in grado di saper cogliere le possibilità quando queste non possono che portare vantaggio alla collettività.

Michele Bertucco, Verona e Sinistra in Comune: «Questo progetto manca di trasparenza e partecipazione da parte della collettività. Non c’è interazione fra il Comune e il quartiere stadio e nemmeno esiste un effettivo studio sulla viabilità e sull'impatto che un'opera di questo tipo potrà avere sulla vivibilità della zona. Si tratta di una delibera profondamente sbagliata, che prende in giro la città».

Carla Padovani, Gruppo Misto: «C'è da capire se il pubblico interesse è quello di fare un nuovo stadio o il bene della città. Il progetto presentato sembra non tenere in considerazione le effettive esigenze della realtà locale e soprattutto le abitudini delle tifoserie italiane che, diversamente da quello che accade all'estero, vanno allo stadio per vedere le partite e non per mangiare al ristorante o dormire in albergo».
E dal Gruppo Misto ha preso la parola anche Anna Leso: «Siamo tutti d'accordo che questo stadio sia obsoleto e necessiti di interventi, ma se il quartiere necessità di interventi come il rafforzamento dell'illuminazione pubblica, la sistemazione delle strade e di una maggiore sicurezza non si deve certo attendere la realizzazione di un'opera come questa per effettuare i lavori».

Stefano Vallani, Partito Democratico: «Se la situazione al quartiere stadio è già oggi invivibile quando ci sono le partite, con il nuovo impianto, privo di un effettivo studio sulla viabilità, non potranno certo che migliorare. È stata una scelta politica che ha portato tutti i soldi pubblici all'Arsenale e che ora spinge perché si sposti in mano privata la realizzazione del nuovo stadio».
Federico Benini, sempre del PD, ha aggiunto: «Per due anni questa amministrazione è rimasta ferma su moltissime questioni importanti per la città e ora, per lo stadio, in poche settimane arriva in consiglio con una delibera. Si tratta di un progetto che tiene più in considerazione i tifosi che i cittadini, non ascoltati e nemmeno coinvolti».
E la democratica Elisa La Paglia ha detto: «Un progetto che resterà un sogno perché i numeri presentati dai promotori non sono realizzabili. Se conoscessero veramente come stanno le cose, i primi a non essere soddisfatti del nuovo stadio sarebbero i tifosi, che si troverebbero a pagare abbonamenti quintuplicati, con costi più alti dei tifosi della Juventus».

Roberto Simeoni, Lega: «Si tratta di un progetto che potrà contribuire positivamente al miglioramento del quartiere stadio, con soluzioni destinate non solo alla realizzazione di un nuovo impianto ma, anche, all'avvio di interventi a favore dell'intera zona».
Positiva anche la leghista Laura Bocchi: «Sono convinta che questo stadio sia un'opportunità, soprattutto perché non costerà nulla per la collettività. È sempre positivo quando possiamo realizzare interventi migliorativi senza alcun onere di spesa. Inoltre, con un nuovo impianto, sarà possibile portare avanti progetti che tengano in considerazione anche di chi, oggi, a causa di una disabilità, non riesce ad assistere ad una partita».
Ed Anna Grassi, sempre della Lega ha dichiarato durante il dibattito: «Se il Credito Sportivo è intervenuto è merito della Lega. Un risultato che ci dà le garanzie economiche per sostenere questo progetto e la sua pubblica utilità. Si tratta di un intervento che sarà sicuramente un valore aggiunto per il quartiere e per i cittadini. Per il massimo controllo e regolarità abbiamo chiesto che venga istituita una commissione controllo aperta alla cittadinanza».

Tommaso Ferrari, Traguardi Verona: «È vero che la legge prevede la presentazione di progetti privi di sostanza, ma a livello di decisione politica è inammissibile votare il pubblico interesse a qualcosa che è privo di un piano urbanistico e viabilistico e, soprattutto, di un confronto con la cittadinanza. Come e quando si costruisce non fa solo la differenza, ma è anche l'unica via percorribile da tutti».

Mauro Bonato, Prima Verona: «Delibera invotabile, che manca di trasparenza e per la quale non c'è stata alcuna partecipazione da parte dei cittadini. Mi aspettavo di esaminare un progetto con dei costi seri, per valutare tutti gli eventuali rischi prima di votare il pubblico interesse»

Marco Zandomeneghi, Verona Domani: «Si tratta solo di uno studio di fattibilità che dovrà subire diversi livelli di progettazione prima di vedere l'effettiva realizzazione. Da parte nostra abbiamo richiesto: analisi del traffico in ingresso e uscita dal parcheggio, anche per i concerti; possibilità di utilizzare una sola curva per le squadre locali nello stadio provvisorio; riutilizzo delle macerie per la nuova realizzazione; nessun contributo economico da parte delle società partecipate».

Matteo De Marzi, Battiti per Verona: «Non una esigenza ma un'opportunità. Solo dopo l'approvazione di questa delibera si potrà prendere in considerazione i progetti e i piani economici. Nessuno considera che con questo intervento si andrà ad effettuare un complessivo miglioramento dell’intero isolato dello stadio, con una struttura attiva tutto l’anno».

Ciro Maschio, Fratelli d'Italia: «La Legge Stadi prevede delle procedure ben precise per garantire la assoluta serietà e sostenibilità della proposta. È una grande opportunità per la nostra città, che porterà alla costruzione di un nuovo stadio, moderno e sicuro, che ridurrà la superficie occupata nel quartiere, riqualificherà l'area, aumenterà il verde e i servizi, e porterà Verona all'avanguardia nell'impiantistica sportiva, al passo con le migliori città europee».

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