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La Regione approva le nuove schede ospedaliere, aumentano i posti letto

Dopo le modifiche in quinta commissione, la giunta regionale ha votato favorevolmente al nuovo disegno sulla dotazione di posti letto, reparti e primariati negli ospedali pubblici

Ospedale di San Bonifacio (Foto di repertorio)

La giunta della Regione Veneto ha approvato oggi, 14 maggio, le nuove schede ospedaliere che ridisegnano la dotazione di posti letto, reparti e primariati negli ospedali regionali pubblici.

Il sistema ospedaliero regionale potrà contare su un totale di 17.990 posti letto contro i 17.861 della precedente programmazione (129 in più), dei quali 14.901 per acuti (compresi 398 da utilizzare per pazienti provenienti da fuori Veneto); e 3.089 per la riabilitazione (compresi 274 per pazienti da fuori Veneto). A questi, si aggiungono 2.013 posti letto nelle strutture intermedie, pensate per assistere al meglio i pazienti nella fase intermedia tra l'acuzie e il rientro a casa.
I primari, che guideranno altrettanti reparti, saranno 772.

I numeri generali sono in sostanziale aumento sia rispetto alla precedente programmazione del 2013, sia rispetto alla prima proposta inviata dalla giunta alla quinta commissione del consiglio regionale. La commissione ha valutato la proposta della giuna, l'ha discussa, l'ha modificata e infine l'ha ritrasmessa alla giunta per l'approvazione definitiva di oggi.

Le schede, con tutti i contenuti riguardanti i vari territori provinciali, saranno illustrate domani, mercoledì 15 maggio, nelle diverse sedi della Ulss.

Come abbiamo sempre garantito, nonostante i catastrofismi fatti circolare a piene mani, è stato cercato e trovato il giusto equilibrio tra i vari fattori che determinano le scelte programmatorie in sanità: le reali necessità della gente, l'evoluzione delle condizioni di salute generali, lo sviluppo delle tecnologie, le normative nazionali non valicabili, le indicazioni e i suggerimenti arrivati dalla commissione e le esigenze e aspirazioni espresse dai territori - ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia - Non ci sono stati né tagli né ridimensionamenti, ma una rivisitazione delle dotazioni sulla base dei servizi da erogare per rispondere alle nuove esigenze di cura.
È stata data forma e sostanza alla sanità veneta dei prossimi anni, con l'obiettivo di farla crescere rispetto ai già ottimi livelli attuali, a più riprese riconosciuti a livello nazionale e ministeriale.

Soddisfatta anche l'assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, che ha detto: «Mi aspetto una grande efficacia dalla nuova organizzazione per le post acuzie e la riabilitazione, con i reparti di riabilitazione funzionale che sostituiranno progressivamente le lungodegenze, ma senza sospendere il servizio e l’assistenza nemmeno per un giorno, e con una valida dotazione dei posti letto nelle strutture intermedie».

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