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"Nonni vigile", ancora pochi a Verona. PD: «Serve una riorganizzazione»

Il Comune ha dovuto riaprire il bando per raccogliere nuove adesioni, ma il Partito Democratico evidenzia anche il problema della loro dislocazione

Nonno vigile (Foto di repertorio)

Il Comune di Verona ha riaperto i termini per la presentazione delle domande per diventare "nonno vigile". Si tratta del servizio di sorveglianza davanti alle scuole, svolto da pensionati veronesi, per garantire maggiore sicurezza agli alunni e agli studenti in entrata o in uscita dai plessi scolastici. A questi "nonni vigile", il Comune riconosce un rimborso spese, oltre ad una copertura assicurativa.
La riapertura del bando è motivata dal fatto che il numero di domande degli aspiranti "nonni vigile" accettate dal Comune è troppo basso. Ne servono altri e così il bando è stato riaperto fino al 2 settembre.

Ma il numero dei "nonni vigile" non è il solo nodo da sciogliere riguardante questo servizio molto apprezzato dalla cittadinanza veronese. Il Partito Democratico ha, infatti, sottolineato che il nuovo anno scolastico è ormai vicino ma sono ancora senza risposte le richieste di riorganizzazione dei "nonni vigile" avanzate da tempo.
Il capogruppo PD Federico Benini ha dichiarato:«Non chiediamo più soldi, ma di aggiornare la mappa delle criticità delle scuole a rischio per valutare una più razionale distribuzione dei "nonni vigili". In Corso Milano, per fare un esempio, i genitori degli alunni delle scuole elementari Berti attendono da anni l'assegnazione del "nonno vigile" a fronte di una situazione di criticità e pericolo evidente».
E la presidente della sesta circoscrizione Rita Andriani ha aggiunto: «Resta inevasa la richiesta dei genitori e della stessa coordinatrice scolastica delle scuole paritarie Aportiane di via Salgari, un complesso formato da nido, materna e scuola primaria che conta più di 200 alunni dai 12 mesi ai 12 anni, la cui uscita da direttamente sulla strada. È inoltre necessario valutare la dislocazione di "nonni vigili" in corrispondenza di scuole materne situate in punti a rischio della viabilità, come alla scuola d'infanzia Villa Cozza di via Ponchielli per la quale abbiamo richiesto anche dossi rallentatori, più stringenti limiti di velocità e il rifacimento delle strisce pedonali».

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