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Rinnovato cda di Amt. «Nomine fatte senza riguardo per le competenze»

L'azienda ha approvato il bilancio 2019, mentre il sindaco Sboarina ha indicato Alessandro Rupiani alla presidenza e gli altri quattro consiglieri sono Cristina Magrella, Manuela Rigoni, Gianluca Soldo e Alberto Benetti. Duri commenti dalle opposizioni

Ieri, 9 marzo, il sindaco di Verona Federico Sboarina ha firmato il decreto di nomina dei componenti del consiglio di amministrazione di Amt. Sono stati incaricati, in rappresentanza del Comune, Alessandro Rupiani, come nuovo presidente e, nel ruolo di consiglieri, Cristina Magrella, Manuela Rigoni, Gianluca Soldo e Alberto Benetti.
Il cda resterà in carica tre anni, fatto salvo il più ridotto periodo in caso di rinnovo del consiglio comunale a seguito delle elezioni amministrative, previste nel 2022. Inoltre, gli amministratori nominati direttamente dal Comune possono essere revocati in qualsiasi momento dall'ente.

I COMMENTI DELLE FORZE DI MINORANZA

«Nomine fatte senza alcun riguardo per le competenze», è la critica delle forze di opposizione.
«Sono stati confermati per la Lega Gianluca Soldo e Cristina Magrella che ha un curriculum come libera professionista titolare di tabaccheria e di bar - ha dichiarato il consigliere comunale di opposizione Michele Bertucco - Alessandro Rupiani è un promotore finanziario collega del presidente uscente Francesco Barini, mentre Verona Domani viene accontentata con la nomina di Manuela Rigoni. Nel frattempo, Amt deve affrontare il bilancio 2020 che vede una perdita di circa 2 milioni di euro. Le difficoltà economiche, assieme alla delicatissima partita del filobus, ancora aperta, avrebbero dovuto suggerire al sindaco la necessità di nominare profili all'altezza del compito, invece siamo ancora di fronte al solito ceto politico il cui unico merito è di essere fedele al partito o al capobastone».
Anche per il consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini, il sindaco «ha distribuito gli incarichi ancora una volta in base alla fedeltà politica e alle pressioni delle fazioni della propria maggioranza in barba alle promesse di inizio mandato che parlavano di competenza e professionalità nuove per le aziende partecipate. Ora intendiamo capire che cosa il nuovo presidente ha intenzione di fare con il filobus in vista del 16 maggio, data entro la quale i cantieri stradali dovranno essere chiusi e l'azienda dovrà avere le idee chiare su come portare avanti l'intervento».
«Assistiamo all'ennesima ripartizione di ruoli e dei relativi emolumenti su basi squisitamente politiche, senza alcun cenno a merito e competenze - è la posizione del movimento civico Traguardi - La regola, ancora una volta, è solo quella della fedeltà a chi comanda a Palazzo Barbieri, mentre il buon senso, oltre che la trasparenza, richiederebbero di affidare le aziende partecipate in mani esperte, scelte tra le migliori a disposizione, specie in un momento come questo».

APPROVAZIONE DEL BILANCIO 2019 DI AMT

E nel giorno della nomina del nuovo cda, Amt ha approvato il bilancio 2019. L'utile di esercizio è di 771.229 euro (post imposte), con ricavi delle vendite e delle prestazioni dell’azienda aumentati dell'8,35%. La performance della gestione finanziaria è stata quindi positiva, anche se in misura inferiore a quella del 2018 e il suo apporto alla redditività aziendale è stato di 48.588 euro, pur avendo risentito del mutato scenario dei mercati finanziari di questi ultimi anni, caratterizzato da rendimenti ridotti.
«È una soddisfazione poter lasciare un'azienda con questi numeri - ha dichiarato il presidente uscente Francesco Barini - Sono numeri pre-pandemia, che da un anno a questa parte ha scardinato ogni certezza. Lascio un'azienda che mi ha dato tanto: questi tre anni sono stati intensi, impegnativi e non privi di ostacoli. Ma è in ottime mani. In primis quelle del direttore Luciano Marchiori e ora anche in quelle di uno stimato professionista quale è Alessandro Rupiani. Ringrazio l'azienda, l'attuale direttore Marchiori e il precedente Carlo Alberto Voi, tutti i dipendenti e i collaboratori e ringrazio tutti coloro che hanno dato il loro apporto non tanto per l'azienda in quanto tale, ma per un'azienda che serve la città e su cui si gioca il futuro di Verona».

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