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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Con la Tav meno inquinamento e tempi di percorrenza rapidi, ma non tutti ne sono convinti

Renato Peretti e Daniele Nottegar del comitato di Verona contro l'Alta Velocità: «Le affermazioni miracolistiche hanno come solo obiettivo quello di scongiurare reazioni della cittadinanza di fronte ai crescenti disagi nella costruzione della linea»

Grazie alla Tav tra Brescia, Verona, Vicenza e Padova i cittadini si potranno spostare più velocemente tra le città collegate, inquinando di meno. Ma sarà veramente così? I No-Tav veronesi non ne sono convinti ed hanno definito alcune valutazioni fatte recentemente sull'Alta Velocità in Veneto «affermazioni miracolistiche» che «hanno come solo obiettivo quello di scongiurare reazioni della cittadinanza di fronte ai crescenti disagi nella costruzione della linea».

La prima obiezione viene posta ad un calcolo di Iricav Due, il consorzio incaricato di costruire la Tav da Verona a Padova. Per Iricav Due, grazie all'Alta Velocità, 300mila tonnellate di anidride carbonica saranno eliminate ogni anno. «Vogliamo evidenziare che tutte le valutazioni sulle nuove linee ferroviarie in costruzione prevedono che solo dopo circa 30 anni dal termine della costruzione comincerà ad esserci una riduzione di anidride carbonica - hanno scritto Renato Peretti e Daniele Nottegar del comitato di Verona contro il Tav - Durante la costruzione, l'emissione dell'inquinante andrà alle stelle, soprattutto durante la realizzazione delle gallerie. Quindi per l’inizio della riduzione dovremo aspettare il 2050. Tra l'altro non è spiegato in base a cosa viene calcolata questa riduzione, visto che il Tav riguarda solo il 10% dell’utenza ferroviaria, non toglie traffico dalle autostrade e non trasporta merci. E bisognerebbe mettere nel bilancio anche le centinaia di alberi che sono stati abbattuti per la realizzazione dell'opera. Quelli sì che toglievano anidride carbonica dall'aria, non il Tav».

Gli altri benefici dell'Alta Velocità saranno la riduzione dei tempi di percorrenza. La stima di Iricav Due è che, ad esempio, per andare da Verona a Padova ci s'impiegherà la metà del tempo. E in un'ora ci si potrà spostare da Verona a Milano. «Vediamo di non essere ridicoli - hanno commentato Peretti e Nottegar - Consultando l'orario di Trenitalia vediamo che una Freccia da Verona a Padova impiega 44 minuti con fermata a Vicenza. Vuol dire impiegheremo davvero 22 minuti? E sempre dall’orario di Trenitalia scopriamo che da Verona a Milano Centrale una Freccia impiega un'ora e tredici minuti, con sosta a Desenzano o a Peschiera del Garda. Ma la nuova linea Tav non prevede, ad oggi, alcuna sosta sul Garda: terzo distretto turistico del Paese. Quindi facendo quattro conti i tempi di percorrenza saranno uguali a quelli di una Freccia sulla linea attuale. Anche la linea ad Alta Velocità Milano-Torino è stata "venduta" come una "metropolitana della Valpadana" ed è stata costruita per 300 treni al giorno. Ma il traffico reale non ha mai raggiunto i 60 treni al giorno. I pendolari e gli studenti che rappresentano l'85% dei passeggeri non si possono permettere i costi del Tav».

«E per concludere l’annosa questione del traffico merci - hanno aggiunto i due No-Tav - Non c’è alcun piano di Rfi per lo spostamento di merci da strada a ferrovia. Rfi continua a fare solo pochi treni completi da punto a punto ed ha smantellato tutti i punti intermedi di rottura del carico dei treni merci».

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