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No a dildo e kebab: la crociata contro sexy shop e cibi etnici arriva in 3^ Circoscrizione

La proposta congiunta di Lega e Verona Pulita che vorrebbero estendere a tutti i quartieri periferici, a partire dalla 3^ Circoscrizione, le norme che vietano in centro l'apertura di nuovi negozi dediti alla vendita di "kebab e cibi etnici", ma anche dei "sexy-shop e phone center"

«No ad altri kebabbari e negozi alimentari etnici nel perimetro della Terza Circoscrizione». È la proposta congiunta che Lega e Verona Pulita presenteranno lunedì 2 luglio in Commissione Sicurezza e Regolamenti della  Circoscrizione. Gli esponenti dei due movimenti politici intendono estendere anche alle zone periferiche gli standard che la deliberazione del Consiglio comunale  n.91 del  23 dicembre 2011 ha riservato, di fatto, ai quartieri centrali. L’obiettivo è quindi arginare «l’apertura» o «il subingresso di determinate attività commerciali e artigianali, identificando diverse "aree di rispetto" in cui non sono ammissibili alcune merceologie tra cui kebab e cibi etnici, ma anche sexy-shop, phone center, rivendita di articoli erotici». 

«Quello che intendiamo realizzare con questa azione - dice Nicolò Zavarise, Presidente della 3^ Circoscrizione - equivale a parificare tutto il territorio della città, eguagliando con la medesima dignità e con gli stessi diritti i quartieri "più periferici" a quelli del centro: per noi non esistono quartieri di serie A e di serie B».

Nel dettaglio Zavarise vorrebbe estendere anche ai quartieri di competenza della 3^ Circoscrizione le tutele che la delibera comunale del 2011 prevede per i quartieri storici della 1^ Circoscrizione  (quartieri di Città Antica, San Zeno, Veronetta e Cittadella), ossia il «divieto di modifica d’uso e di apertura di esercizi per la produzione e vendita di cibi etnici e di friggitorie da asporto» e lo stop a «nuove attività artigianali che vendano per asporto cibi etnici e nuove attività artigianali che vendano il prodotto fritto in via esclusiva o prevalente».

«Abbiamo moltissime zone nella nostra circoscrizione in cui la liberalizzazione dell’esercizio commerciale sta sconfinando oltre il limite della tollerabilità, - incalza Zavarise - a causa dell’indiscriminata apertura di attività commerciali che vendono cibo etnico. Il problema non è tanto il prodotto alimentare che si vende, quanto piuttosto il rischio che un eccesso di tale vendita comporta, ovvero la chiusura dei negozi tipici alimentari veronesi. Per altro una delle finalità di tale regolamento, si legge, è proprio la tutela della tradizione e della tipicità della cultura italiana: non si capisce, dunque, perché tale tutela debba essere confinata territorialmente. Anche la 3^ Circoscrizione, come il centro, offre una ricchezza di diverse attività commerciali patrimonio della cultura alimentare tipica veronese, ed è nostra ferma intenzione tutelare per prime proprio queste».

«Non vogliamo assolutamente limitare il principio della libera iniziativa economica, - continua Zavarise - ma altrettanto è nostra volontà tutelare il principio secondo cui essa non possa ledere interessi e diritti di cittadini residenti vittime troppo spesso di odori, rumori molesti, schiamazzi notturni di chi sosta fino a tardi fuori da questi locali il cui orario di apertura si estende fino alle tarde ore notturne. Tali situazioni di disagio si verificano spesso in quelle zone residenziali della 3^ Circoscrizione ove la concentrazione degli esercizi commerciali in questione è più intensa e il cui continuo estendersi causerebbe inevitabilmente un ulteriore aggravio delle medesime situazioni di disturbo».

«Ci auguriamo - conclude il Presidente della 3^ Circoscrizione - che questa iniziativa possa essere l'aprifila anche per le altre Circoscrizioni e che attraverso la collaborazione con l'amministrazione centrale si arrivi all'applicazione del regolamento sulla disciplina dei fronti commerciali in tutti i quartieri del Comune di Verona». Questi i firmatari della richiesta, per la Lega Nicolò Zavarise, Natale Fadini e Dario Pomari, mentre per Verona Pulita Andrea Croce.

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