Prove di scarico della galleria Mori-Torbole. «L'apertura va fermata»

A chiederlo è la parlamentare Rossella Muroni in un'interrogazione al ministro dell'ambiente Sergio Costa. «Il lago non può tollerare che venga immessa acqua dell'Adige con leggerezza»

L'acqua dell'Adige scolmata nel Garda dalla galleria Mori-Torbole

Da domani, 2 marzo, fino a venerdì 6 marzo saranno effettuate prove di scarico e tenuta delle paratoie della galleria Mori-Torbole, ovvero la galleria che dirotta nel lago di Garda le acque dell'Adige quando il fiume è in piena. La decisione è stata presa dalla Provincia di Trento, la quale ha istituito il divieto di navigazione in corrispondenza dello sbocco della galleria per un raggio di 200 metri perché saranno scaricati circa 50 metri cubi al secondo d'acqua mista a limi e sabbie nel lago.

Contro la riapertura della galleria si è schierata la parlamentare di Leu-Sinistra Italiana Rossella Muroni che ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Ambiente Sergio Costa. «Il lago non è il corpo recettore del sistema di collettazione e depurazione e non può tollerare che venga immessa acqua dell'Adige con leggerezza - scrive nell'interrogazione Muroni - Se passa l'idea che, in caso di piena, si scarica sempre nel Garda, ci si dovrà preparare a periodiche annuali inondazioni con le acque dell'Adige, tenendo conto che il cambio climatico, purtroppo, non è un'invenzione degli ambientalisti. Il lago è un bene comune che va salvaguardato anche come risorsa fondamentale per l'economia dell'intero ambito lacustre».

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Col suo intervento, Rossella Muroni intende sollecitare il ministro, suggerendo la creazione di un tavolo tecnico con l'autorità di bacino e tutte le istituzioni competenti, per valutare se sussistono i presupposti per rinviare o fermare l'apertura dello scolmatore e individuare e realizzare delle soluzioni diverse nel bacino dell'Adige per evitare in futuro di aprire lo scarico verso il lago.

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