Domenica, 21 Luglio 2024
Attualità Centro storico / Piazza Bra

A Verona un Natale senza tradizionale stella cometa, ma c'è l'alternativa. Tommasi: «Tramutiamo una difficoltà in opportunità»

L'archiscultura dell’architetto Olivieri dovrebbe fare il suo ritorno in piazza Bra nel 2024, mentre la nuova struttura pensata per quest'anno sarà di proprietà del Comune, avrà dimensioni ridotte e non entrerà in contatto con l'Arena

Nella giornata odierna, martedì 14 novembre, è stata confermata la «volontà dell’amministrazione di riportare la tradizionale stella cometa in piazza Bra, diventata negli anni simbolo del Natale scaligero».Tuttavia, è stato spiegato dal Comune di Verona, «in assenza della certificazione necessaria che attesti la sicurezza del manufatto che va necessariamente ricondizionato, e in parte riprogettato e ricostruito, per quest’anno è stata individuata una soluzione alternativa con un progetto che consente di assicurare il valore simbolico alla città». Nel frattempo, sempre da Palazzo Barbieri hanno fatto sapere che si sta lavorando per «riparare la Stella danneggiata lo scorso gennaio».

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In base a quanto si apprende dal Comune di Verona, quella del Natale 2023 sarà «una stella cometa stilizzata realizzata in metallo e con luci a led». Quest'anno, inoltre, verrà posizionata «nello stesso spazio in cui veniva usualmente installata l'archiscultura dell’architetto Olivieri, ma dal prossimo anno avrà vocazione itinerante». La struttura viene quindi presentata dal Comune di Verona come un «simbolo di luce, amorevole e accogliente» che «in futuro diverrà testimonianza di eventi significativi accaduti in città e verrà quindi collocata là dove sarà importante significarli». 

Stella Cometa di Verona-2

Nel corso della giornata di oggi la giunta comunale ha presentato il progetto per «assicurare alla città il simbolo del Natale». Si tratta, spiega una nota di Palazzo Barbieri, di «una soluzione frutto dell’incessante lavoro delle ultime settimane che, vista l’impossibilità di arrivare in tempo con la riparazione e la conseguente certificazione di sicurezza, trasforma una scelta obbligata in opportunità, quella di poter disporre di un nuovo significativo simbolo anche per altri luoghi significativi della città». In base a quanto è stato riferito, la nuova struttura «sarà di proprietà del Comune» ed avrà «dimensioni ridotte rispetto alla Stella tradizionale» e, sempre per «ragioni di sicurezza», è stato spiegato che «non entrerà in contatto con l’anfiteatro Arena». Per l’acquisto della struttura, il Comune di Verona ha fatto sapere che «sono stati impegnati circa 140 mila euro».

Sempre quest'oggi l'amministrazione ha poi aggiornato sullo stato dell’arte del progetto, ricordando l’iter che ha portato alla soluzione in corso d’opera. «Il nostro obiettivo è che la Stella di Natale torni al suo posto l’anno prossimo quando sarà sistemata - ha detto il sindaco Damiano Tommasi -. Abbiamo colto questa scelta obbligata come opportunità, lavorando ad una soluzione alternativa per dare alla città un ulteriore simbolo augurandoci che questo manufatto possa essere per noi anche un modo per dare luce e per portare un pensiero e un significato ai luoghi della città che di anno in anno ci daranno emozioni durante l’annata o vivranno episodi particolarmente significativi che riterremo giusto celebrare con questa installazione. L’obiettivo è di arrivare a collocare la struttura durante la prima settimana di dicembre, coma da tradizione; solo pochi giorni fa abbiamo avuto certezza dell’impossibilità di arrivare con la Stella prima di Natale, ci siamo subito messi all’opera e stiamo ultimando con la Soprintendenza i dettagli».

Stella cometa caduta in piazza Bra a Verona  - Gennaio 2023 2_ foto Veronasera

Il sindaco Damiano Tommasi si è quindi soffermato sul significato della nuova struttura: «L’incidente di gennaio poteva essere una tragedia, pochi l’hanno sottolineato, e credo che sia responsabile e doveroso avere il massimo rispetto di chi ha la responsabilità di questa installazione. Non c’erano i tempi per avere una certificazione che garantisse tutti e credo che mettere proprio in quel luogo la nuova stella sia significativo dell’anno trascorso. La scelta che abbiamo fatto è stata di rilanciare e tramutare una difficoltà in opportunità, ridando davvero significato ad un simbolo che nella storia biblica ha il compito di portare luce. Credo che in questo periodo storico un po’ di silenzio e riflessione ci farebbe sicuramente guardare a questo simbolo del Natale con occhi diversi».

Sul tema è quindi intervenuta anche la vicesindaca Barbara Bissoli: «Dal momento del dissequestro sono stati molto fitti gli incontri con la Fondazione proprietaria della Stella, con i professionisti tecnici e i consulenti che ci hanno assistito dopo l’incidente che ha cagionato il danno al suo basamento e all’anfiteatro - ha precisato la vicesindaca Bissoli - e ci siamo resi conto che per ottenere le certificazioni di regolare esecuzione del basamento da ricostruire e di tutta la stella da ricondizionare era necessario un tempo troppo lungo che non avrebbe consentito di installare l’archiscultura prima del Natale. Perciò abbiamo deciso di optare per un’alternativa sostenibile con l’obiettivo di reinstallare la Stella storica l’anno prossimo nel suo quarantesimo anno di vita».

Cristian Modolo, in rappresentanza della Fondazione Verona per l’Arena, ha commentato: «Fondazione Verona per l’Arena accetta insieme agli sponsor questa situazione transitoria, tutti allineati nella speranza di riavere la Stella al suo posto l’anno prossimo, questo si aspettano i cittadini. Ci tengo a complimentarmi con l’amministrazione per la velocità e flessibilità di pensiero che hanno portato ad una soluzione alternativa in tempi così rapidi».

Alla dirigente Attuazione Urbanistica del Comune Anna Grazi è infine toccato il compito di ripercorrere le tappe salienti dall’incidente del 23 gennaio 2023: «Dopo il dissequestro dell’area all’interno dell’anfiteatro, si è provveduto a smontare il basamento, una struttura di 12 tonnellate. Quindi la Stella nelle sue componenti è stata portata  in un deposito al Vallese di Oppeano fino a dopo l’incidente probatorio del 27 settembre, quando la struttura si è resa disponibile per le analisi dei tecnici. Analisi - ha sottolineato Anna Grazi - che hanno constatato la necessità di numerose operazioni, tra cui la riprogettazione del basamento e le verifiche sul nuovo aggancio alla coda della Stella. Tempi troppo stretti per poi metterla in posizione, montarla e ottenere tutte le certificazioni di stabilità e sicurezza per tutelare non solo lavoratori e turisti ma il monumento stesso. I gradoni danneggiati sono già in parte stati riparati prima della stagione lirica, a breve si passerà al restauro vero e proprio», ha concluso Anna Grazi.

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