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Siccità, nominato il commissario nazionale: è il veronese Nicola Dell'Acqua

Il direttore di Veneto Agricoltura, conserverà la carica di «commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica» fino al prossimo 31 dicembre 2023

L'agronomo veronese Nicola Dell'Acqua è stato nominato commissario nazionale per l'emergenza siccità. La nomina è stata deliberata ieri, 4 maggio, dal consiglio dei ministri ed è stata proposta dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni.

Nicola Dell'Acqua, attuale direttore di Veneto Agricoltura, conserverà la carica di «commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica» fino al prossimo 31 dicembre 2023, così come previsto dal decreto legge sulla siccità.

«Quella di Nicola Dell’Acqua è una nomina che assicurerà visione e interventi mirati per affrontare, in maniera strutturata, una crisi senza precedenti, che ha travolto indistintamente l’intero Paese, dal Nord al Sud - ha commentato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia - È il nome giusto al posto giusto, sia per le doti di problem solving sia per l’esperienza e la conoscenza dei temi ambientali. Lavorando fianco a fianco in occasione di altre emergenze, che hanno colpito in passato il Veneto, ho potuto apprezzare le sue capacità di coordinamento e di gestione delle attività commissariali. Dell'Acqua è stato al mio fianco durante l'emergenza Vaia, affiancandomi con successo nell'attività commissariale. L’ho voluto anche alla guida del soggetto attuatore nell’ambito delle attività commissariali per la siccità in Veneto. Sono certo che saprà affrontare anche questa sfida, che richiede tempestività e capacità di intervenire in modo mirato per fronteggiare gli effetti delle scarse piogge».

E con Dell'Acqua si è congratulato anche il consigliere regionale veronese Alberto Bozza: «Una figura come la sua è la più indicata per affrontare il tema della crisi idrica, perché esperto e competente. Il commissario deve facilitare il percorso verso azioni strutturali di lungo periodo, quindi opere irrigue, ma deve essere capace anche di intervenire immediatamente per superare le attuali conflittualità e arrivare a una cooperazione tra Veneto e Lombardia nel bacino Garda-Mincio e Veneto e Trentino in quello dell’Adige. E Dell’Acqua è la personalità più indicata perché conosce il nostro territorio e le problematiche connesse, ed è una figura operativa, non certo di rappresentanza».

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