Inquinamento dell'aria entro i limiti, nessuna allerta smog a Verona

Non si attivano le misure di limitazione del traffico aggiuntive a quelle tornate in vigore da oggi, dopo la sospensione dovuta alle festività natalizie

Foto di repertorio

Non c'è nessuna allerta smog da PM10 a Verona, dove è stato confermato il livello di allerta più basso, quello verde, mentre nella gran parte della regione è scattato il livello arancio e il conseguente blocco della circolazione ai veicoli diesel fino agli euro 4. Nel capoluogo scaligero, invece, la situazione è rientrata nei limiti di legge da tre giorni e quindi non si attivano le misure di limitazione del traffico aggiuntive a quelle tornate in vigore da oggi, 7 gennaio, dopo la sospensione dovuta alle festività natalizie.
Sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 gennaio, i valori di polveri sottili nell'aria registrati dalla centralina del Giarol Grande sono stati abbondantemente sotto il limite giornaliero. E i dati di Verona sono i migliori a livello regionale, fatta eccezione per Belluno. Le altre città venete, infatti, hanno già superato il limite di 50 microgrammi di PM10 per metro cubo di aria per quattro giorni consecutivi e questo ha fatto salire il livello di allerta a Venezia, Treviso, Padova, Vicenza e Rovigo. Ma anche negli agglomerati di Legnago e San Bonifacio.

Un risultato positivo, visti gli sforamenti registrati in tutto il Veneto, merito anche della sensibilità dei cittadini che sono sempre più attenti e mettono in atto comportamenti virtuosi - ha commentato l'assessore all'ambiente del Comune di Verona Ilaria Segala - Per il momento, quindi, a Verona non scatta nessun blocco per i diesel euro 4. Ricordo che il 2020 sarà un anno importante, con nuove misure strutturali per migliorare la qualità dell’aria. Innanzitutto verranno messe in atto ulteriori azioni per sensibilizzare la collettività, come il progetto "Attenti alle porte", lanciato proprio da Verona e condiviso a livello regionale. Grazie a questa iniziativa, i titolari di negozi, uffici e locali sono invitati a tenere chiuse le porte d'entrata, sia in estate che in inverno, evitando così la dispersione di calore o aria condizionata. Gli esercizi virtuosi saranno riconoscibili da uno speciale logo. E poi perché da ottobre, secondo quanto stabilito da tutte le regioni della Pianura Padana, le misure antismog bloccheranno tutti i diesel euro 4 anche con il livello verde. Si tratta di circa 16mila auto immatricolate a Verona. Inoltre abbiamo deciso di potenziare il bikesharing con 17 nuove ciclostazioni nei quartieri. Nel corso dell'anno verranno realizzate due nuove piste ciclabili, una per collegare Porta Palio a Castelvecchio e l'altra tra il Saval e San Zeno. Ricordo infine che, proprio per incentivare l'utilizzo di mezzi alternativi e di una mobilità ecologica, è stata avviata la sperimentazione dei monopattini elettrici.

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Livello di allerta basso a Verona, però, non significa che le misure antismog in vigore dal 1 ottobre non siano più valide. È quindi vietata la circolazione dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, per i veicoli benzina euro 0 e 1 e per i diesel fino agli euro 3.
E proprio queste misure sono state criticate dal consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, il quale le ritiene poco efficaci «perché trascurano di predisporre una alternativa conveniente all'auto - scrive Bertucco - A che santo dovrebbero votarsi le decine di migliaia di veronesi che ogni giorno entrano in città per ragioni di lavoro se scattasse l'allarme arancione o rosso con il blocco degli euro 4? Atv è la prima a denunciare la situazione insostenibile del traffico mattutino. L'unica soluzione praticabile sarebbe rendere più concorrenziale il trasporto pubblico destinando ai bus più corsie preferenziali. Ma per farlo occorre un coraggio e una visione di cui questa amministrazione non dispone. Meglio dunque continuare a far finta di niente, sperando nella clemenza del tempo».
Mentre il consigliere comunale di Sommacampagna Augusto Pietropoli propone una riflessione sui «bruiel» dell'Epifania. «Sono favorevole nel mantenere vive le tradizioni - afferma Pietropoli - ma credo sia arrivato il momento di fare un attenta riflessione e di limitare drasticamente questa usanza in caso di condizioni meteo sfavorevoli. L'alta pressione di questi giorni, aveva già reso elevati i valori di concentrazione delle polveri sottili. Le fasce più deboli della popolazione vanno tutelate. È da idioti nascondersi dietro le tradizioni per giustificare un simile inquinamento di massa in pianura padana».

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