In tre mesi 19 morti sul lavoro in Veneto, Verona seconda dopo Vicenza

Il numero è in calo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ma resta comunque alto. Il Veneto è la quarta regione in Italia per vittime sul posto di lavoro

Foto di repertorio

Ci auguriamo che il Primo Maggio non sia solo la festa del lavoro, ma anche e soprattutto un'occasione per riflettere sulla dignità e sulla sicurezza dei lavoratori.

Ad augurarselo è stato Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, commentando l'elaborazione dei dati Inail sugli infortuni mortali sul lavoro nel primo trimestre di quest'anno in Veneto, elaborazione diffusa proprio in occasione della Festa dei Lavoratori di ieri, 1 maggio.

Sono ancora tante, troppe, le vittime sul lavoro in Veneto. Diciannove quelle rilevate tra gennaio e marzo 2019, tredici sul lavoro e sei nel tragitto casa-lavoro. Le media è di circa sei decessi al mese, con una percentuale di vittime straniere che rimane significativa, pari ad un terzo del totale. «È evidente che le statistiche sulla mortalità e sugli infortuni sono, purtroppo, l'ennesima conferma di quante lacune si debbano ancora colmare sul fronte della sicurezza aziendale nel territorio e in tutto il Paese», ha aggiunto Rossato.

L’unico dato positivo, nella nuova mappatura dell'emergenza, è la diminuzione del numero di vittime rispetto al primo trimestre 2018, quando erano stati ventisei i morti. Rimane per il Veneto, però, il triste primato di essere tra le prime regioni in Italia per numero di decessi sul lavoro. È, infatti, al quarto posto nella graduatoria che conta le vittime rilevate esclusivamente in occasione di lavoro dopo Lombardia, Lazio e Sicilia. Ed è quinto, invece, quando si contano anche i decessi in itinere, dopo Lombardia, Lazio, Sicilia e Piemonte.

Maglia nera in Veneto spetta alla provincia di Vicenza che conta otto vittime sul lavoro. Seguono Verona, Venezia e Padova (tre), e Treviso con due vittime.
Sono ancora soprattutto i cinquantenni i più coinvolti nella tragedia delle morti bianche. E continuano ad aumentare in modo significativo gli infortuni non mortali che passano da 18.274 a 18.701.

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