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Centri estivi e grest, i documenti da compilare per attivarli in Veneto

La Regione ha diffuso due moduli: uno per dichiarare il possesso dei requisiti e il progetto organizzativo dedicato a bambini o adolescenti; l'altro per far sottoscrivere alle famiglie un patto di responsabilità reciproca

Grest parrocchiale (Foto di repertorio)

Con una lettera inviata ai sindaci dei Comuni veneti, alle Ulss, all'Ufficio scolastico regionale, alle associazioni dei servizi per l'infanzia e alle fattorie didattiche, nonché ai pediatri di famiglia, l'assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin ha dato notizia dell'entrata in vigore delle linee di indirizzo per la riaperture dei servizi per infanzia e adolescenza, elaborate dalla direzione prevenzione della Regione Veneto.
Insieme alle linee guida, la Regione ha provveduto a diffondere due moduli: uno per dichiarare il possesso dei requisiti e il progetto organizzativo per bambini o adolescenti; l'altro per far sottoscrivere alle famiglie il patto di responsabilità reciproca.

«In questo modo - ha chiarito l'assessore - semplifichiamo l'attivazione di centri estivi, grest e servizi ricreativi per bambini e ragazzi. Il gestore dovrà trasmettere al Comune competente, prima dell'avvio dell'attività, la dichiarazione di presa visione delle linee di indirizzo regionali e di impegno al rispetto delle stesse. Dovrà, inoltre, sottoscrivere con le famiglie dei bambini il patto di responsabilità reciproca. Non sarà quindi necessario il rilascio di approvazioni aggiuntive da parte delle Ulss e dei Comuni di riferimento. Le linee guida sono frutto del lavoro di confronto avviato in Veneto tra dipartimento di prevenzione, gestori delle strutture per l’infanzia e l'adolescenza, pediatri, Comuni, mondo della scuola e della sanità, sono state approvate dal Comitato tecnico scientifico regionale e sono state elemento che ha portato all’approvazione delle linee guida nazionali da parte della dalla Conferenza delle Regioni. Abbiamo cercato di snellire le disposizioni e di andare incontro in modo pragmatico alle esigenze delle famiglie e dei gestori, prevedendo che l'età dell'accompagnatore del bimbo e degli operatori di tali centri sia preferibilmente di età inferiore ai 60 anni e il rispetto per quanto possibile dei criteri di distanza e di stabilità dell'educatore per ogni piccolo gruppo. Le linee di indirizzo includono le indicazioni relative anche alla fascia 0-3 anni, ma allo stato attuale è possibile attivare solamente i servizi rivolti ai bambini con età superiore ai 3 anni. I nidi 0-3 anni verranno attivati a partire da una data che sarà successivamente indicata, anche a seguito delle interlocuzioni in corso con le strutture nazionali di riferimento»

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