Mense scolastiche, dopo il verme nei fagiolini anche le larve nella pasta

Seconda segnalazione di "ospiti indesiderati" trovati nel piatto di un bambino che frequenta una scuola primaria di Verona

Cibo servito a bambini (Foto di repertorio)

La presenza di un verme tra i fagiolini serviti alla mensa di una scuola primaria di Verona. Un episodio che l'assessore all'istruzione del Comune di Verona Stefano Bertacco non avrebbe voluto si ripetesse. Ma purtroppo si è ripetuto, in un'altra scuola primaria del capoluogo e con diversi "ospiti indesiderati". Lunedì scorso, 23 settembre, un bambino ha trovato due larve nel suo piatto di gnocchetti. La segnalazione è stata subito inviata all'Agec, l'azienda comunale che gestisce le mense scolastiche di Verona, in parte direttamente e in parte attraverso un appalto affidato ad Euroristorazione. I due casi si sono verificati proprio nelle mense scolastiche seguite da Euroristorazione e per questo il sindaco di Verona Federico Sboarina ha chiesto a Agec di intervenire, sanzionando la ditta e trovando una soluzione che impedisca il ripetersi di questi fatti.

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Il Partito Democratico, però, sente puzza di scarica barile, con la croce gettata contro Euroristorazione da parte di Agec e amministrazione comunale. «Possibile che larve e vermi passino indenni tutte le varie fasi di preparazione, riscaldamento e impiattamento? - scrivono i consiglieri comunali del PD Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani - Troppo facile scaricare il fardello sulla ditta appaltatrice. L'interlocutore nostro e delle famiglie non è Euroristorazione ma Agec, perché è a questa azienda che spettano i controlli. Sbandierare l'alta qualità degli ingredienti è propagandistico se poi non c'è una organizzazione in grado di intercettare vermetti e larve. In questo senso, l'aumento del 20% della retta per la ristorazione scolastica decisa dalla giunta lo scorso luglio si sta rivelando assolutamente ingiustificato».
Sull'aumento del costo per le famiglie delle mense scolastiche insiste anche il consigliere comunale tosiano Alberto Bozza: «Lo scetticismo sul sacrificio economico richiesto poteva essere sopito dall'aspettativa sulla qualità e la freschezza del cibo promesso dal sindaco Sboarina. Peccato che qualcuno si sia ritrovato sul piatto dei simpatici vermicelli che accompagnavano i fagiolini. Per carità può capitare, soprattutto se si chiede la freschezza assoluta di un prodotto, ma che si ripeta sistematicamente è alquanto grave. E la risposta a tutto questo è che alcune famiglie si stanno organizzano fornendo pranzi al sacco per i propri figli».
E dopo il primo episodio capitato nella mensa scolastica, Prima Verona aveva manifestato davanti ad Agec per chiedere le dimissioni del presidente Roberto Niccolai. Ora, dopo il secondo episodo, il consigliere comunale di Prima Verona Mauro Bonato attacca: «L'autunno 2019 sarà ricordato come una tragica odissea per le famiglie veronesi, stritolate tra un aumento ingiustificato delle rette delle mense e la scoperta quotidiana di vermi e larve nei piatti dei figli. Il presidente di Agec Niccolai rimane attaccato alla poltrona, per essendo colpevole della mancanza di controlli, dell'aumento delle rette e di omissione di intervento». Ed insieme a Michele Croce aggiunge: «Sboarina dimostri coi fatti e non solo con le parole di avere a cuore le famiglie, revochi il menefreghista presidente di Agec Niccolai».

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