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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Per 30 anni alla guida del Circolo ricreativo Amt, una medaglia per Franca Boselli

A consegnarla è stata il presidente Alessandro Rupiani: «Franca è una figura centrale. È sempre stata vicino a tutta la famiglia Amt»

Franca Boselli gestisce il Circolo ricreativo Amt dal 1992, insieme al marito Moreno Saturnia. Ed in occasione dei suoi trent'anni di attività, il presidente di Amt Alessandro Rupiani e il direttore Luciano Marchiori hanno voluto consegnare a Franca una medaglia, in segno di riconoscenza e stima da parte dell'azienda.

«Per me è una questione di famiglia - ha detto il presidente Rupiani - Essendo figlio di un autista ho frequentato il circolo da bambino, ancora prima che arrivasse Franca. Per i suoi trent'anni qui vogliamo dare risalto alla sua figura, che è centrale: è sempre stata vicino a tutta la famiglia Amt. È un ponte verso il futuro: il circolo ricreativo è sempre stato un punto di aggregazione, dove tranvieri prima e autisti oggi, meccanici, impiegati, si sono recati e si recano ancora dopo una giornata di lavoro o in pausa pranzo. Da parte nostra faremo il possibile per adeguare il circolo, affinché possa essere un riferimento per altri trent'anni, sempre di più».

Franca è diventata un punto di riferimento importante, una figura storica, che ha visto passare davanti al bancone del bar quasi tre generazioni di autisti. «Sono arrivata quando avevo 35 anni. Un amico tranviere mi aveva informato che al circolo cercavano una nuova gestione. Ci siamo proposti e abbiamo iniziato l’avventura, lasciando il lavoro che svolgevamo in una trattoria al Chievo. Abbiamo avuto alti e bassi, periodi in cui pensavamo di dover chiudere. Mio marito Moreno è andato a gestire un altro bar per avere una sorta di riserva nel caso avessero deciso di chiudere il circolo per far posto a nuovi uffici: abbiamo tre figli, che allora erano piccoli. Poi, dato che nel bar in cui era la situazione non era delle migliori, ha deciso di intraprendere la professione di idraulico: prima come dipendente e poi aprendo un centro assistenza in proprio. E pensare che quando siamo arrivati qui lavoravamo in cinque persone. Con il tempo sono cambiate molte cose, tra le quali l’integrazione tra le società storiche del trasporto che ha dato vita ad Atv. Il lavoro è calato drasticamente, perché Atv ha un proprio circolo e qui c’erano sempre gli autisti e i meccanici, che ora sono dipendenti di Atv. Dall’unificazione, il nostro orario si è ridotto. Ma in tanti sono rimasti soci e ci hanno dato la forza di andare avanti, anche se il lavoro era calato. Ora mio marito è qui con me e gestiamo il bar in due. Non ci siamo mai dati per vinti e continuiamo a sperimentare anche in cucina. Siamo organizzati bene, ci alterniamo anche nella preparazione, a seconda del tipo di menù che proponiamo. In questi anni i nostri figli sono cresciuti e ci hanno fatto diventare nonni: ci hanno anche aiutato quando avevamo bisogno. Anche i nostri nipoti ogni tanto vengono qui a trovarci per imparare e dare il loro contributo. Ora posso dirlo: dopo trent’anni questo circolo è la nostra seconda famiglia».

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