Mamme No Pfas. Dopo il presidio, si prepara l'incontro con il Ministro Costa

Il sit-in di 5 giorni davanti alla Procura di Vicenza si è concluso martedì, con gli attivisti che ora si preparano all'appuntamento al quale saranno presenti comitati, associazioni ambientaliste e la Regione

Dopo cinque giorni e cinque notti che le hanno viste accampate davanti alla Procura di Vicenza, si è concluso il sit-in delle Mamme No Pfas - genitori attivi - zone contaminate

Alle ore 11 cinque mamme no pfas e Alberto Peruffo sono stati ricevuti da Barbara De Munari, sost.procuratore del tribunale di Vicenza che segue il nostro caso. Abbiamo espresso tutta la nostra rabbia, non c'è più tempo: la giustizia deve essere uguale per tutti e noi vogliamo GIUSTIZIA!
La dott. ssa De Munari ha ascoltato tutte le nostre testimonianze e abbiamo detto che noi andremo avanti ad oltranza finché non arriveremo alla soluzione del problema.

Questo uno degli ultimi post pubblicati sul gruppo Facebook dei dimostranti, che chiedono quindi una soluzione rapida al problema che interessa le province di Vicenza, Verona e Padova, per il quale viene indicata come causa l'azienda Mitenti di Trissino. 
In questi giorni di protesta, gli attivisti hanno ricevuto la solidarietà di diversi cittadini e anche di alcuni politici, che hanno chiesto alla Procura di ascoltare il grido di questi genitori, che nel pomeriggio di martedì hanno incontrato anche il Vescovo di Vicenza, Monsignor Beniamino Pizziol. Come riportato dai colleghi di VicenzaToday, ecco cosa hanno detto i manifestanti al termine del colloquio. 

Ha ascoltato gli sviluppi del problema e del nostro impegno nella lotta. Ha chiesto i nostri prossimi obiettivi che ci siamo posti. Ha promesso di sostenerci e proteggerci con le parole e con la preghiera condividendo con noi questi 4 punti:

  1. La salute dei nostri figli.
  2. La salute dei cittadini.
  3. La tutela della madre terra.
  4. La difesa dell'acqua come valore universale.

Ha sottolineato quanto già detto da un altro Vescovo in un precedente incontro nazionale dei Vescovi, che il gruppo Mamme No Pfas è un nuovo gruppo-soggetto politico istituzionale.

Questo invece il comunicato delle Mamme No Pfas al termine dei 5 giorni di presidio. 

5 giorni e 5 notti di PRESENZA continua 24 ore su 24 delle Mamme No Pfas davanti alla Procura di Vicenza, unitamente a cittadini, famiglie e associazioni ambientaliste, anche con condizioni atmosferiche avverse;

5 giorni e 5 notti di RIFLESSIONI su quanto abbiamo fin’ora fatto, sul perché l’abbiamo fatto, sui risultati ottenuti e su quanto c’è ancora da fare e ottenere;

5 giorni e 5 notti di DIALOGO con tutti coloro che sono venuti per sostenerci, per affiancarci, per informarsi e per informarci, politici a vari livelli e persone comuni, in uno scambio continuo di esperienze e considerazioni, in un clima di solidarietà e sostegno reciproco.

Nei modi e nelle forme che ci contraddistingono da sempre, con la ricerca continua del dialogo e la volontà di arrivare dove il nostro cuore ci indica per il bene dei nostri figli, i risultati ottenuti fino ad oggi sono sicuramente tanti e importanti:

  • abbassamento dei limiti per le sostanze perfluoralchiliche nelle acque potabili;
  • sistema di filtrazione per abbattere le sostanze inquinanti;
  • avvio di progetti per l’approvvigionamento di acqua a fonti non inquinate;
  • estensione del piano di sorveglianza sanitario regionale alle fasce di età che erano rimaste escluse;
  • una maggior attenzione e consapevolezza del problema a tutti i livelli. 

Tuttavia abbiamo realizzato che gli obiettivi raggiunti sono solamente una piccola toppa ad un disastro ambientale di dimensioni catastrofiche.

ORMAI NON C’E’ PIU’ TEMPO, chiediamo con forza alle istituzioni e agli enti preposti decisioni operative importanti:

  1. la Società individuata come principale responsabile dell’inquinamento della falda deve interrompere la produzione, preoccupandosi del futuro dei propri lavoratori;
  2. l’intera aera contaminata deve essere bonificata;
  3. i responsabili dell’inquinamento devono pagare tutti i costi diretti ed indiretti dei danni provocati e di tutte le gravi conseguenze che da essi ne derivano;
  4. i limiti per le sostanze perfluoralchiliche nelle acque potabli devono essere pari a ZERO.

Lasciamo il presidio con un’immensa speranza nel cuore, quel cuore che ci ha sempre indicato la strada giusta per il bene dei nostri figli: informiamo che nella giornata conclusiva di martedì abbiamo avuto presso gli uffici della procura in un clima di cordialità e collaborazione l’incontro con il Procuratore Dott.sa Barbara De Munari, titolare dell’inchiesta congiuntamente al collega Dott. Blattner, la quale ha espresso solidarietà e partecipazione alle nostre preoccupazioni sui temi dell’inqinamento dell’acqua. Dal punto di vista istituzionale, non potendo ovviamente fornire informazioni relative allo stato delle indagini, peraltro non da noi richiesto, ci ha tuttavia confermato come le stesse stiano procedento con l’attenzione e l’accuratezza da noi auspicata. Da parte nostra abbiamo semplicemente chiesto che le decisioni vengano prese in tempi celeri.

E per finire, esprimendo solidarietà e vicinanza ai dipendenti della ditta Miteni e alle loro famiglie, spesso dimenticati, vogliamo ringraziare tutti ma proprio tutti coloro che durante questo presido sono passati a trovarci:

gente di passaggio, amici e parenti, esponenti di associazoni ambientalistiche, politici che già ci conoscevano e ci sostengono e politici che hanno voluto approfondire la tematica, gli alpini che ci hanno fatto da angeli custodi durante le notti, chi ci ha offerto caffè e brioche e chi ci ha portato torte e frutta. Insomma proprio TUTTI. Anche coloro che ci hanno espresso la loro vicinanza con lettere e messaggi come il Vescovo di Vicenza ed il Vescovo di Padova che ci seguono con le loro preghiere.

Ringraziamo anche i GRANDI ASSENTI e cioè i sindaci dei comuni contaminati che, quali primi garanti della salute dei cittadini, salvo alcuni che sono venuti a trovarci ed hanno espresso tutto il loro appoggio, hanno mancato ancora una volta l’appuntamento per un confronto ed un umano sostegno alla popolazione.

È giunto il momento di pensare ad un altro tipo di economia, rispettosa della salute e dell’ambiente. Sviluppo economico, salute e ambiente possono conciliarsi: il progresso ci può aiutare attraverso l’utilizzo di impianti a ciclo chiuso e l’impiego di materiali ecosostenibili a basso impatto ambientale.

Chiediamo con forza che l’agire sia guidato dal Principio di Precauzione, il quale afferma che in caso di pericolo anche solo potenziale per la salute umana e per l’ambiente deve essere assicurato un alto livello di protezione adottando tutte le misure necessarie ad evitare gli impatti potenzialmente nocivi di sostanze persistenti, tossiche e bioaccumulabili, anche quando non vi siano prove scientifiche a sostegno di un nesso causale tra l’emissione di inquinanti e gli effetti sulla salute.

E’ con questo spirito che ci prepariamo al prossimo appuntamento importante: l’11 settembre 2018 il Ministro dell’Ambiente Costa incontrerà Regione, comitati e associazioni ambientaliste.

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