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Maltempo a Verona, il bilancio del Comune: «Tutto è andato secondo i piani»

Martedì è stata la giornata più difficile nella gestione dell’emergenza meteo, ma da domenica notte alle 7 di mercoledì mattina, gli interventi della Polizia locale connessi al maltempo sono stati 112 e 116 gli agenti impegnati

Nella lunga giornata di martedì 30 ottobre, segnata dall’onda di piena dell’Adige che ha attraversato la città, le ore più critiche per Verona sono state tra le 5.30 e le 8.30 del mattino. In quelle tre ore, infatti, nonostante fosse aperta la galleria Adige – Garda, il livello del fiume è rimasto tra 1,95 metri sullo zero idrometrico delle 5 e mezza e 1,94 metri di tre ore dopo, mettendo in serio pericolo anche Verona. Poi, proprio grazie allo scolmatore che ha scaricato parte della portata dell’Adige nel lago, il livello del fiume ha cominciato a scendere.
È quanto riferito nella conferenza stampa che si è tenuta il 31 ottobre a Palazzo Barbieri, alla quale erano presenti, oltre al sindaco Sboarina, all’assessore Polato e al comandante Altamura, Marco Semprebon presidente della Consulta comunale di Protezione civile, insieme al vice presidente Ernesto Chesta e al segretario Agnese Meneghel.

Martedì è stata la giornata più difficile nella gestione dell’emergenza meteo, ma da domenica notte alle 7 di mercoledì mattina, gli interventi della Polizia locale connessi al maltempo sono stati 112 e 116 gli agenti impegnati; in tutto, 431 le chiamate alla centrale operativa. Sono stati 108 i volontari della consulta della Protezione civile impegnati e 300 quelli allertati, 6 le riunioni operative tenute in Prefettura.

«L’emergenza che sembrava interessare solo parzialmente il nostro territorio – ha sottolineato il sindaco Federico Sboarina – in realtà, è stata molto seria anche per Verona. Ma se in città non ci sono stati danni lo si deve all’utilizzo dello scolmatore Adige – Garda, una straordinaria opera ingegneristica che ha permesso di mantenere sotto controllo i livelli del fiume. Dal punto di vista del funzionamento della macchina emergenziale tutto è andato secondo i piani, perciò voglio ringraziare le persone che giorno e notte hanno monitorato i ponti e le zone critiche della città, cioè la Polizia municipale, la Protezione Civile e tutti i volontari. La chiusura prudenziale delle scuole voluta dalla Prefettura è stata molto utile perché ha permesso di non distogliere personale della Polizia locale dal controllo dell’emergenza e ha garantito l’incolumità per ragazzi e famiglie. L’incolumità dei cittadini è la cosa in assoluto più importante. Ciò che, invece, non ha funzionato è stata la diffusione delle fake news, fenomeno molto pericoloso e che non si deve più ripetere perché nelle emergenze non c’è nulla su cui scherzare».

«È stato fatto un lavoro costante di verifica e monitoraggio dell’Adige – ha sottolineato l’assessore alla Protezione Civile Daniele Polato – e di tutte le aree della città potenzialmente critiche a causa del passaggio dell’onda di piena. C’è stato un coordinamento delle attività a tutti i livelli. Anche grazie alle aziende comunali partecipate abbiamo portato a termine in brevissimo tempo interventi di manutenzione e ripristino. Grazie a queste attività, i cittadini si sono sentiti più al sicuro e per questo ringrazio tutte le persone che hanno operato in questi giorni di emergenza a partire dal prefetto Salvatore Mulas. Nel complesso, comunque, non ci sono stati danni a persone o a cose da segnalare in città».

«L’attività è stata continua e in accordo con tutti i soggetti preposti al controllo del fiume Adige – ha detto il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura. – Ricordo che se la portata del fiume non fosse diminuita avremmo dovuto evacuare diverse aree della città».

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