Attualità Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Non solo Borgo Trento, anche all'ospedale di Legnago difficoltà nella gestione dei posti letto

Al pronto soccorso dell'ospedale di Verona alcuni pazienti sono stati lasciati per giorni sulle barelle nei corridoi in attesa che si liberasse un posto. Mente il Mater Salutis è in sofferenza per l'accoglimento di pazienti Covid

Pazienti lasciati per giorni sulle barelle nei corridoi in attesa che si liberassero posti letto. È capitato, purtroppo sempre più spesso, al pronto soccorso dell'ospedale di Borgo Trento. Lo hanno segnalato i parenti dei malati che hanno vissuto questo disagio e gli episodi hanno scatenato l'indignazione dei pensionati e dei lavoratori pubblici di Cgil Verona. Per i sindacalisti Adriano Filice e Antonio De Pasquale, questi casi ripetuti nel principale ospedale di Verona sono «l'ennesima riprova della necessità di riformare la medicina territoriale». Ed è dello stesso avviso anche la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, secondo cui «i troppi accessi al pronto soccorso diventano inevitabili se mancano i medici di famiglia a fare filtro e prevenzione». Un problema ancora irrisolto in Veneto, dove sono 562 le zone carenti di medici di medicina generale. E di queste 562, quelle in provincia di Verona sono più di 120.
«La pandemia, con la chiusura di reparti convertiti all’assistenza di malati Covid e la recente e doverosa sospensione di sanitari "no-vax", ha aggravato un quadro già molto critico - ha aggiunto Bigon - Abbiamo chiesto alla Regione di investire maggiori risorse per incentivare la professione nelle zone disagiate e le forme associative. Nei prossimi anni, visti i molti medici di famiglia prossimi alla pensione e l’aumentare di patologie croniche per l’invecchiamento della popolazione, la situazione rischia di andare definitivamente fuori controllo»

Ma l'ospedale di Borgo Trento non è l'unico in cui sono segnalati disservizi. Settimane fa, il segretario organizzativo di Uil Fpl Verona Marco Bognin ed il coordinatore provinciale Uil Stefano Gottardi avevano lanciato un appello per la riapertura del reparto di riabilitazione delle post-acuzie dell'ospedale Mater Salutis di Legnago. Reparto chiuso temporaneamente all'inizio dell'emergenza Covid e al momento non riattivato. «Niente è cambiato dal nostro ultimo appello», hanno fatto sapere Bognin e Gottardi, i quali non hanno ricevuto risposta dall'Ulss 9 Scaligera.
«Ma non è l'unico problema che riscontriamo - hanno aggiunto il segretario ed il coordinatore di Uil Verona - A Legnago l'accoglimento dei pazienti Covid positivi viene eseguito dalle unità operative di malattie infettive e pneumologia che si trovano in difficoltà per la gestione dei posti letto. Ad oggi, non si sono ancora creati percorsi assistenziali fluidi e queste criticità fanno in modo che posti letto per acuti rimangano occupati per giorni, limitando la disponibilità ad accogliere nuove persone positive. Un'alternativa per chi dovrebbe passare la quarantena fuori casa per svariati motivi personali viene data dai Covid Hotel che possono essere utilizzati dalle persone positive che non richiedono alcuna assistenza sanitaria. E gli altri? Rimangono in reparto, limitando la disponibilità dei posti liberi».

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