Sentenza del Consiglio di Stato sulle maestre diplomate. Oltre 900 rischiano

La consigliera regionale PD Orietta Salemi sollecita una soluzione: "Sia almeno tutelato a questi insegnanti il diritto di inserimento nelle graduatorie ad esaurimento"

(Foto di repertorio)

Oggi, 20 giugno, è cominciato l'esame di maturità, ma per la maggior parte degli studenti la scuola è finita da un pezzo e sono in corso le vacanze estive. Il mondo della scuola, però, non va in vacanza e si deve organizzare per il prossimo anno scolastico. Organizzazione non facile perché ai piccoli problemi contingenti si aggiungono anche quelli irrisolti del passato. Uno su tutti è quello della sentenza del dicembre 2017 del Consiglio di Stato, con provocò anche uno sciopero lo scorso gennaio. In base a questa sentenza, gli insegnanti che finora hanno potuto svolgere il loro lavoro nelle scuole dell'infanzia e primaria, avendo in mano solo un diploma magistrali, non potrebbero più rientrare nelle graduatorie ad esaurimento.

Sono passati sei mesi dalla sentenza e ancora non si è trovata una soluzione. Finita l'estate, le scuole riapriranno ed è necessario che il problema sia risolto perché, solo in provincia di Verona, la sentenza del Consiglio di Stato tocca 966 docenti. E senza di loro, le scuole veronesi avrebbero centinaia di cattedre scoperte.

Una sollecitazione è giunta dai sindacati di categoria, a cui si è aggiunta anche la consigliera regionale del PD Orietta Salemi.

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Si sta scaricando un problema drammatico su insegnanti e maestre, oltre che su bambini e famiglie proprio nella fase delicata dell'approccio al percorso scolastico, che richiede continuità educativa e figure di riferimento - scrive Salemi - È legittimo pensare che di fronte alle nuove complessità sia adeguato avere docenti in possesso di un titolo di studio avanzato, per cui oggi per insegnare a tutti i livelli ci vuole la laurea, ma non si può mettere in discussione la tenuta del sistema per l'applicazione rigida e retroattiva di una sentenza senza pensare alle ripercussioni negative a domino su vite e profili professionali. Serve pensare a come sanare il gap esistente; il Miur deve trovare forme di aggiornamento e garantire a chi finora ha prestato un servizio lodevole a bambini e famiglie di tutta Italia una strada per la stabilizzazione del proprio lavoro. A marzo in Veneto abbiamo votato all'unanimità una risoluzione del consiglio regionale: se gli atti dell'assemblea regionale hanno un valore, la giunta dia seguito a quanto disposto in quella risoluzione: sia almeno tutelato a questi insegnanti il diritto di inserimento nelle graduatorie ad esaurimento anche attraverso un'opportuna valutazione del servizio prestato per tutti gli abilitati con diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 e siano mantenuti i posti di lavoro per i docenti magistrali già di ruolo. In particolare il presidente Zaia solleciti tutti i nuovi parlamentari veneti perché bussino alla porta del ministro invitandolo a non dimenticare questa causa dolorosa, inserendola tra le priorità della propria agenda. Il Veneto ha bisogno di queste risorse umane ed è stato perso già troppo tempo.

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