Maestre diplomate ma non laureate, a Verona centinaia rischiano il posto

L'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan: «Sono state dimenticate dal Governo e non hanno nemmeno il sussidio di disoccupazione»

(Foto di repertorio)

In provincia di Verona sono circa ottocento le insegnanti di scuola primaria e dell'infanzia che hanno perso il posto sicuro perché il loro titolo di studio è stato considerato inadeguato, dopo decine di anni di passati sulla cattedra. Sono i maestri e le maestre che hanno in mano solo un diploma magistrale, titolo di studio che al tempo dell'assunzione era sufficiente ma che dal 2001 non basta più. Serve una laurea in scienze della formazione primaria e chi non ce l'ha ora rischia una lunga precarizzazione, o peggio ancora l'esclusione dal mondo dell'insegnamento.
In loro difesa, è intervenuto l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan.

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Amareggia e stupisce, che questo Governo si sia dimenticato dei propri insegnanti diplomati magistrali, che non hanno nemmeno il sussidio di disoccupazione - ha detto Donazzan - Per loro nessun reddito di cittadinanza e, peggio, nessun riconoscimento del ruolo di educatori che dovrebbe essere prioritariamente tutelato proprio dallo Stato. Maestre diplomate, ma senza laurea, sono state lasciate a casa nonostante le reiterate promesse di una soluzione politica. Sono state licenziate e sono quindi escluse dalle graduatorie ad esaurimento. Non hanno nemmeno diritto alla Naspi, l'indennità mensile di disoccupazione e restano in un limbo. Inoltre, beffa ulteriore, pur essendo state espulse dalla scuola, risultano ancora dipendenti per l'Inps e quindi anche il tfr è a rischio. Di fronte ad una vicenda paradossale come questa, sono sempre più convinta che l'autonomia sia una condizione necessaria, perché responsabilizzerebbe maggiormente la classe politica e determinerebbe scelte decisamente più giuste ed eque nei settori strategici della funzione pubblica, dove la scuola non può che rappresentare la priorità.

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