Catullo, da Trento arriva la proposta di una linea ferroviaria diretta

L'hanno avanzata due consiglieri provinciali trentini. Il PD di Verona risponde: «Se ne vogliono discutere seriamente, aprano un tavolo di confronto con la Provincia di Verona»

(Foto di repertorio)

Due consiglieri provinciali di Trento hanno presentato una mozione per prolungare la linea ferroviaria che collega Trento ed Ala fino a Dossobuono. Per i due consiglieri, Alex Marini e Filippo Degasperi, entrambi del Movimento 5 Stelle, questo prolungamento favorirebbe l'arrivo dei turisti dall'aeroporto Catullo, scalo il cui traffico è in costante crescita, stando ai dati diffusi dal socio privato Save.
L'idea, in realtà, non è nuovissima. Sono più di cinque anni che si parla del "Catullo Express", ovvero un collegamento ferroviario tra l'aeroporto veronese e il Trentino. Un progetto che i due consiglieri trentini vorrebbero fosse rivalutato.

La proposta avanzata nel consiglio provinciale di Trento s'inserisce all'interno di un dibattito veronese che non è stato ancora risolto. Un dibattito aperto quando il Comune di Verona chiese l'apertura di un collegamento ferroviario diretto tra l'aeroporto e la stazione di Verona Porta Nuova e la creazione di un nuovo casello autostradale specifico per il Catullo lungo la A22 specifico. E a questo punto il Partito Democratico di Verona coglie la palla al balzo e, con i consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani e con il consigliere provinciale Stefano Ceschi, scrive: «Se i consiglieri trentini vogliono prolungare la ferrovia fino a Dossobuono allora potrebbero spiegare alla cassaforte finanziaria di cui sono soci, la A22, che invece di spendere soldi in un nuovo casello, potrebbero investire in trasporto ferroviario, o almeno valutare quale delle due opzioni sia la più vantaggiosa per i rispettivi territori».
Meglio puntare sul trasporto su ferro o su quello su gomma? Questo è il dubbio posto dai consiglieri veronesi del PD. «La coperta è sempre corta e le scelte dovrebbero valutare scenari di lungo termine dove la sostenibilità ambientale diventa decisiva - proseguono - Nella stessa ottica va inquadrata la questione della Valdastico Nord, che i dati dicono non essere economicamente vantaggiosa. Se il Brennero deve essere il nuovo corridoio merci, non è più saggio investire i 3 miliardi della Valdastico Nord per le infrastrutture ferroviarie necessarie a collegare i vari territori lungo l'asse del Brennero, dal Lago al Catullo?».

Ora che il presidente della Provincia è cambiato, il territorio veronese dovrebbe tornare a riflettere sulla sua lista di priorità per i fondi a noi destinati della A22 - concludono Benini, La Paglia, Vallani e Ceschi - I trentini vogliono discutere seriamente? Aprano un tavolo di confronto con Verona.

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