Dal Piemonte sceglie di partorire a Borgo Trento, madre ringrazia l'ospedale

Ha dato alla luce Leonardo l'8 settembre scorso, consapevole di tutta la vicenda legata al citrobacter. «Auguro a tutte le future mamme di poter viver bene la nascita dei propri figli nel vostro ospedale della donna e del bambino»

Ingresso dell'ospedale della donna e del bambino di Verona

«Partorire oggi a Borgo Trento è sicuro». A dirlo era stato Massimo Franchi, direttore del dipartimento di assistenza materno-infantile della struttura veronese. Lo aveva detto alla fine di settembre, al termine di un mese in cui erano ripresi i parti all'interno dell'ospedale della donna e del bambino di Verona. Parti che erano stati sospesi per tutta l'estate per permettere un'approfondita sanificazione. Ed anche un'approfondita ispezione da parte della commissione che ha indagato sul «caso citrobacter», una vicenda che ha preso anche risvolti giudiziari, dato che sono state presentate denunce in Procura a Verona. Il batterio citrobacter è stato infatti la causa del decesso di quattro neonati, i quali sarebbero stati infettati proprio nell'ospedale scaligero. «C'è ancora un po' di paura in noi e nelle mamme», aveva aggiunto Franchi, il quale però era stato confortato dal fatto che a settembre tutte le mamme era state sottoposte al tampone per individuare un eventuale infezione da citrobacter epidemico e nessuna donna era risultata positiva.

E tra queste donne c'era anche la mamma di Leonardo, bimbo nato l'8 settembre scorso nell'ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento. E proprio la madre del piccolo ha firmato una lettera di ringraziamento alla struttura di ginecologia e ostetricia della struttura di Verona. «Non vivo da queste parti - ha scritto la mamma di Leonardo - Sono biellese e dal Piemonte ho scelto di venire a Verona per mettere al mondo il mio bimbo. Ho seguito il mio ginecologo, il professor Stefano Uccella, che da poco lavora nella struttura di ginecologia e ostetricia. Ho scelto Verona e questo ospedale in scienza e coscienza, in un momento particolare. E l'ho fatto con tutti i timori che una futura mamma può avere».

La donna era infatti consapevole del caso citrobacter, una vicenda che nella lettera non ha voluto affrontare «perché so bene che ci sono istituzioni preposte che stanno lavorando su tale fronte - ha spiegato - Tuttavia da cittadina e da neomamma, mi sento in dovere di raccontare come ho vissuto il mio parto in questa struttura».

«Ho una storia clinica particolare e la nascita di mio figlio avrebbe potuto essere accompagnata da numerosi problemi se non avessi incontrato tra queste mura un'équipe attenta e preparata - ha raccontato la madre di Leonardo - Un team multidisciplinare in cui le competenze si intersecano affinché il percorso nascita possa essere il più completo possibile. Ho trovato operatori sempre disponibili: medici, ostetriche, infermieri e oss che hanno risposto ad ogni mia chiamata, richiesta di aiuto o necessità, spesso anche quella legata al bisogno di colmare una paura o una preoccupazione. La pulizia e l'igiene assoluto che cogli nell'ambiente lo ritrovi in ogni comportamento e in ogni gesto attuato dal personale che vi opera. Ho sentito il bisogno di scrivere questa lettera perché penso che in questo momento ci saranno altre future mamme che, come ho fatto io, si staranno chiedendo se scegliere questo ospedale per la nascita del proprio bimbo sia la decisione giusta. Io posso affermare con certezza di sì e reputo giusto rassicurare le tante donne che stanno vivendo l'attesa dei giorni prima del parto. Come già anticipato, non vivo in questa città e non ho interessi di alcun genere se non quello di raccontare la verità della mia esperienza. Verona e questo ospedale resteranno per sempre nel mio cuore perché è qui che mio figlio è nato. L'augurio che faccio a tutte le future mamme è quello di poter viver bene la nascita dei propri figli nel vostro ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento».

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