Lettera al Governo delle Regioni in zona arancione: «Servono i ristori»

I presidenti di Veneto, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia, chiedono all'Esecutivo «doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e della loro quantificazione», per aiutare le categorie penalizzate

Luca Zaia - Immagine di repertorio

«Alla luce di questa situazione di profondissima crisi in cui si dibattono migliaia e migliaia di imprese dei nostri territori, siamo pertanto con la presente a chiedere che il Governo ci fornisca doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e della loro quantificazione, onde evitare ulteriori penalizzazioni a queste categorie e affinché venga scongiurato il rischio, assai concreto, che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni».

Con queste parole si conclude la lettera che, sabato 9 gennaio , il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato - insieme ai colleghi di Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia - al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri della Salute, dell’Economia e Finanze, per gli Affari regionali e Autonomie, per i Rapporti con il Parlamento.

Una lettera in cui, all’indomani dell’inserimento delle rispettive regioni in “zona arancione”, i cinque Governatori non nascondono la grande preoccupazione che condividono con molti cittadini.

«Nel prendere atto di questa decisione, - sottolineano - abbiamo piena consapevolezza che la stessa è stata adottata in base ai dati elaborati dalle Autorità scientifiche e alle indicazioni della Cabina di Regia che si è riunita l'8 gennaio, a fronte della preoccupante diffusione del virus Covid-19. Nel farlo, tuttavia, non si può fare a meno di rimarcare quale ricaduta drammatica il provvedimento abbia su imprenditori e operatori impegnati in attività produttive, commerciali, ricettive, turistiche, gastronomiche, sportive e ricreative».

Nel sollecitare il rapido intervento del Governo con i ristori, il Presidente Zaia, insieme agli altri Governatori, sottolinea: «Il provvedimento dell’inserimento in zona arancione, impone, infatti, ulteriori restrizioni alla mobilità dei cittadini e alla normale conduzione delle attività economiche dei tessuti produttivi, già duramente messi alla prova e segnati da un punto di vista finanziario, economico e operativo da precedenti provvedimenti restrittivi e dal lungo lockdown primaverile».

Scarica la lettera dei presidenti di regione in zona arancione

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