Lunedì, 17 Maggio 2021
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La Provincia costruirà un nuovo edificio scolastico per gli studenti del Giorgi

La soluzione da 18 milioni di euro è stata inserita nel programma triennale 2021-23 dei lavori pubblici, dove figurano anche investimenti per il risanamento e il restauro di Palazzo Scaligero

Ingresso istituto Giorgi (Foto Gmaps)

Durante la sua ultima seduta, il consiglio provinciale di Verona ha approvato il bilancio 2020 e la variazione del bilancio di previsione, con l'aggiornamento del programma triennale 2021-23 dei lavori pubblici. Le novità più rilevanti della manovra riguardano il Palazzo Scaligero ed alcuni edifici scolastici.

L'aggiornamento delle opere ha modificato la soluzione che era stata trovata per trovare una nuova sede dell'istituto Giorgi. La scuola secondaria di secondo grado è attualmente ospitata in un edificio di proprietà del Comune di Verona, in Via Rismondo, un sito che però non è idoneo. La Provincia ha così cercato una collocazione differente e la prima soluzione contemplava una spesa di 28 milioni di euro per ampliare l'istituto Copernico al fine di ospitare anche il Pasoli. L'edificio del Pasoli si sarebbe dunque liberato per accogliere gli studenti del Giorgi.
Valutato l'ammontare cospicuo dell'investimento, il presidente della Provincia Manuel Scalzotto ha chiesto di vagliare altre ipotesi. È stata così individuata, nei mesi scorsi, un'area da acquistare vicina al Pasoli, dove si intende costruire un nuovo edificio per il Giorgi per un impegno di spesa sceso da 28 a 18 milioni di euro e che rende non più necessari l'ampliamento del Copernico e lo spostamento del Pasoli.
Inoltre, sempre in tema di scuole superiori, sono stati inseriti in bilancio, per il 2021, 1,4 milioni di euro per la realizzazione della palestra dell'istituto alberghiero Carnacina di Valeggio sul Mincio.
Queste modifiche al programma triennale dei lavori pubblici per gli istituti scolastici sono funzionali alla presentazione, entro il 30 aprile, della domanda per il finanziamento statale che ha attribuito alla Provincia di Verona 12,26 milioni di euro.

L'altra novità sostanziale dell'aggiornamento dell'elenco triennale dei lavori pubblici adottato dal consiglio provinciale riguarda il Palazzo Scaligero. Per risanarlo e restaurarlo sono stati messi a bilancio 16 milioni di euro. La progettazione dei lavori si concluderà entro il prossimo anno, mentre l’avvio dei cantieri è in programma tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

Il consiglio provinciale ha approvato, inoltre, il rendiconto di gestione 2020, che evidenzia il rispetto degli equilibri di bilancio da parte della Provincia. L’avanzo di amministrazione risulta pari a 142,9 milioni di euro (erano 121,5 nel 2019), ma di questi, al netto dell’avanzo vincolato e di quello accantonato, i restanti 109,5 milioni sono tutti necessari per dare corso agli interventi già programmati per i prossimi anni. Sarà comunque possibile, in corso di gestione, valutare eventuali diverse necessità di finanziamento per ulteriori investimenti anche derivanti da esigenze delle società partecipate.

«Gran parte del bilancio sarà destinata a opere di sviluppo in ambito viabilistico e scolastico e alla conservazione e riqualificazione di edifici storici che sono parte fondante dell’identità della città e della provincia, come il Palazzo Scaligero - ha spiegato il presidente della Provincia Manuel Scalzotto - Il dato senz’altro più significativo riguarda i fondi effettivamente spesi per gli investimenti: passeremo dai 15 milioni del 2020 ai 25 circa di quest’anno. Ciò significa che dalle idee e dai progetti siamo arrivati, per diverse opere, alla fase dei cantieri. È un buon segnale, sia per la Provincia che per i cittadini veronesi».

Le entrate tributarie dell'ente sono scese dai 76,7 milioni del 2019 ai 71,9 del 2020. A incidere soprattutto l’effetto dell’emergenza Covid, ad esempio sull’Ipt, l’imposta provinciale di trascrizione sui passaggi di proprietà dei veicoli usati e sulle immatricolazioni di quelli nuovi. Contrazioni delle entrate che sono state bilanciate dai contributi erogati dallo Stato agli enti locali per far fronte alla pandemia.
Infine, il debito della Provincia di Verona è ulteriormente sceso: dai 28,5 milioni del 2019 ai 24,2 del 2020.

Contrari, in sede di votazione, al rendiconto di gestione e astenuti sulla variazione del bilancio di previsione, i consiglieri provinciali Alessio Albertini e Paolo Martari. «L'avanzo di amministrazione, che continua a crescere, evidenzia un’inerzia nella gestione politica dell'ente che riteniamo debba essere superata - hanno dichiarato - Abbiamo suggerito, negli ultimi due anni, un maggior confronto con i Comuni, con degli incontri per quadranti del territorio provinciale, al fine di avviare forme di collaborazione che permettano di spendere presto e bene i fondi a disposizione».

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