Pioggia di lamentele su Amia per la nuova raccolta del verde domestico

A Verona dall'1 luglio, gli sfalci privati non sono più raccolti insieme all'umido. PD: «Cittadini costretti ad ulteriori adempimenti per ricevere un servizio che di fatto è stato ridotto»

(Foto di repertorio)

Le novità introdotte da Amia questa estate sembrano proprio non piacere ai cittadini veronesi. Le prime lamentele si sono alzate per i cassonetti. L'azienda di Via Avesani ha fatto partire ciò che ha definito un «programma di razionalizzazione» che ha portato alla rimozione di alcuni cassonetti. Una rimozione che ha creato per alcuni cittadini il disagio di dover percorrere più strada per buttar via la spazzatura. Il disagio ha portato alle proteste e così il programma di razionalizzazione è stato sospeso.

La seconda novità riguarda il nuovo sistema di raccolta degli sfalci domestici. Prima dell'1 luglio, l'erba tagliata dai giardini privati poteva essere mescolata con l'umido. Una promiscuità non più possibile a causa di una vecchia normativa, ma soprattutto perché Amia ha cambiato l'azienda a cui conferisce l'umido. All'azienda precedente andava bene ricevere verde e umido mischiati; a quella nuova no. E quindi, dall'inizio di questo mese, l'umido e il verde domestico vengono raccolti separatamente, ma il problema è che gli sfalci vengono raccolti solo due volte al mese. Una frequenza ritenuta troppo bassa dai cittadini. 

«Al momento, l'unico dato certo e incontrovertibile sono i maggiori disagi per i cittadini costretti ad ulteriori adempimenti per ricevere un servizio che di fatto è stato ridotto», hanno commentato i consiglieri comunali del Partito Democratico Elisa La Paglia, Federico Benini, Stefano Vallani, i quali rimarcano anche lo scarso preavviso con cui i cittadini sarebbero stati informati del cambiamento.
«Perché tanta precipitazione e improvvisazione? - hanno poi proseguito i consiglieri dem - Perché non siamo di fronte ad una meditata scelta aziendale, ma ad cambiamento in corsa che scarica gli oneri sui cittadini. E poi è tutto da dimostrare che il nuovo sistema di raccolta degli sfalci domestici porti dei risparmi. È molto probabile che i risparmi ottenuti sulla tariffa di smaltimento dell'umido con il nuovo affidamento, vengano mangiati dai maggiori costi di trasporto, essendo il nuovo fornitore più lontano del precedente».

Oltre ad una minore frequenza della raccolta (passata, in estate, da tre volte a settimana a due volte al mese) e ad un risparmio non del tutto certo, ci sarebbero anche altri disagi per i veronesi. «Per poter fruire del servizio - hanno spiegato La Paglia, Benini e Vallani - gli utenti sono tenuti a compilare un modulo online, stampare la mail di risposta e con questa a recarsi alla portineria dell'Amia per ritirare un'etichetta adesiva da mettere sul bidone (per chi ha il bidone). Il tutto entro e non oltre il 31 luglio. È evidente che molti cittadini non riusciranno ad adempiere, perché in vacanza o sprovvisti di strumenti informatici o perché vorranno evitare assembramenti negli uffici dell'Amia. C’è poi l’aspetto delle ramaglie: possono o non possono venire conferite con gli sfalci? Amia nella sua comunicazione scrive che è vietato conferire le ramaglie e le potature nel servizio domiciliare e che questi rifiuti devono essere conferiti nelle isole ecologiche. All'opposto, il regolamento comunale dice che tutto lo scarto verde, potature e ramaglie comprese, può essere raccolto o nei centri di raccolta oppure attraverso il ritiro gratuito presso il domicilio con apposito contenitore. Tra le due versioni prevale quella del regolamento comunale a cui Amia però deve ancora adeguarsi. Ad aumentare la confusione ci si mette anche il dirigente Amia Diego Testi che in risposta ad un interpello del consigliere della seconda circoscrizione Silvano Pighi, ha affermato che le ramaglie possono essere conferite se consistenti in piccole spuntature. Testi ha aggiunto che il resto va conferito alle isole ecologiche. Una parola, visto che in tutta la città ci sono soltanto due isole ecologiche: via Avesani e Mattaranetta. In tutta questa confusione è facile prevedere che una grossa quantità di ramaglie finirà nei cassonetti o disperse nei campi».

E la consigliera La Paglia ha aggiunto: «Ritornerò a sollecitare in consiglio comunale un accordo tra Comuni, affinché ad almeno una parte della seconda circoscrizione venga data la possibilità di usufruire dell'isola ecologica di Negrar, a pochi metri dall'abitato di Parona, che è un fiore all'occhiello per l'intera Valpolicella. La proposta, presentata tempo fa e inizialmente condivisa da una parte della maggioranza venne bloccata dalla stessa in Consiglio, dimostrando scarsa sensibilità al disagio dei cittadini e delle attività della zona».
Il PD chiede inoltre che il regolamento comunale venga rispettato e che quindi tutto lo scarto verde possa essere gettato nei bidoni. Ed inoltre chiede che venga prorogato a fine settembre il termine per la richiesta dei bidoni del verde e che gli adesivi, per chi riesce nella compilazione a distanza, vengano recapitati a casa degli utenti al fine di prevenire gli spostamenti come da direttive Covid.

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