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"Sandokan" a Verona e Sboarina propone: «Intitoliamo la Biblioteca Civica a Salgari»

L'attore Kabir Bedi ha presentato la sua autobiografia ed ha visitato insieme al sindaco la biblioteca che potrebbe prendere il nome dello scrittore de La Tigre della Malesia

Kabir Bedi, l'attore che ha trovato la celebrità interpretando Sandokan, sarà testimonial d'eccezione della Biblioteca Civica di Verona. Bedi è in città per qualche giorno e la sua presenza è stata l'occasione per rimarcare il legame tra la città ed il creatore del personaggio di Sandokan, lo scrittore veronese Emilio Salgari. Da qui la proposta del sindaco Federico Sboarina di intitolare allo scrittore la biblioteca veronese, valorizzandone ulteriormente le finalità divulgative e il legame con gli autori autoctoni.

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Un pomeriggio di cultura a tutto tondo quello che si è svolto ieri, 23 marzo, in Biblioteca Civica, a cui hanno partecipato il sindaco, l'assessore alla cultura Francesca Briani, l'attore Kabir Bedi, lo scrittore e giornalista Giovanni Masciola e il produttore cinematografico Filmedea Diego Biello.
Bedi ha presentato il suo libro "Storie che vi devo raccontare. La mia avventura umana", un'autobiografia nella quale l'attore racconta non solo la sua carriera di star internazionale, ma anche le tragedie che l'hanno colpito, gli amori tormentati e il sapore del successo non sempre dolce. Nell'ingresso della biblioteca, inoltre, il sindaco Sboarina ha mostrato a Kabir Bedi le teche che custodiscono la copia del giornale La Nuova Arena del 16 ottobre 1883 dove era stata pubblicata la prima puntata de "La Tigre della Malesia", così come la prima copia stampata del libro di Salgari.

Emilio Salgari visse per i primi trent'anni fra Verona e la Valpolicella. Nacque infatti a Verona nel 1862, 160 anni fa. E per celebrare questa ricorrenza, la Biblioteca Civica organizzerà a fine aprile una mostra e parteciperà alla riedizione del primo racconto di Salgari, "I Selvaggi della Papuasia", scritto a vent'anni e pubblicato a puntate su un settimanale milanese.
Salgari fu giornalista e scrittore molto prolifico con più di 100 romanzi di avventura, trovando all'inizio della sua carriera proprio nelle grandi sale della Biblioteca Civica di Verona le informazioni geografiche e storiche sui paesi lontani che intendeva descrivere. Grazie a queste ricerche, seppe inserire i suoi personaggi in un accurato contesto storico. È chiamato "il Padre degli Eroi", poiché diede vita a personaggi come Sandokan e il Corsaro Nero.
Il celeberrimo romanzo "La Tigre della Malesia" fu pubblicano per la prima volta a puntate sul quotidiano veronese La Nuova Arena. E la raccolta dedicata a Emilio Salgari nella Biblioteca Civica vanta più di 5.000 titoli. Comprende le opere dello scrittore in varie edizioni, dalle prime pubblicazioni ad edizioni in moltissime lingue straniere, e alcune raccolte speciali di opere su Salgari e la letteratura di genere.
Dopo la fine della sua vita travagliata, a Torino, il corpo di Salgari fu riportato a Verona e accolto nel famedio del Cimitero Monumentale, ottenendo quel riconoscimento che aveva cercato in vita.

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“Questo momento è la somma di una serie di fattori che si ritrovano insieme - ha detto il sindaco Federico Sboarina - Il ricordo di un grande scrittore veronese come è stato Emilio Salgari, a 160 anni dalla sua nascita, l'intitolazione a lui della nostra biblioteca e l'emozione di vedere tra di noi l’attore che ha fatto la nostra storia. Sono sicuro che tante persone, così come anch’io, siano cresciute con Sandokan. Va inoltre ringraziato Kabir Bedi per l’apprezzamento verso la nostra città».
«È un onore avere come ospite Kabir Bedi, la cui notorietà è legata all'essere stato protagonista del telefilm trasmesso in televisione negli anni '70 - ha detto l'assessore Briani - Quest'anno inoltre sarà speciale, visto che si celebreranno i 160 anni dalla nascita di Emilio Salgari. Sandokan è stato apprezzato da tutte le generazioni, dal momento che è stato visto da un pubblico di ogni età, che oggi si è riavvicinato a tutta la letteratura salgariana. Salgari è stato un grande autore, a cui Verona deve tributarne il giusto valore».

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