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Domenica, 26 Maggio 2024
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Code per il tampone di fine isolamento, Speranzon: «Allargare servizio alle farmacie». Guarda: «Non basta»

Fratelli d'Italia chiede in Veneto un maggior coinvolgimento di farmacie e parafarmacie, mentre per la consigliera di Europa Verde servono «più postazioni per i test»

«Se vogliamo aiutare i cittadini e permettere al sistema sanitario di non accusare ulteriore stress, va allargata anche a farmacie e parafarmacie la possibilità di eseguire i tamponi per l'uscita dall'isolamento in caso di positività Covid, così come già avviene per la fine quarantena». Ad affermarlo è il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Regionale Veneto, Raffaele Speranzon che interviene così sulla delicata situazione relativa ai tamponi necessari all'uscita dall'isolamento.

Lo stesso Speranzon quindi aggiunge: «Se ci sono questioni sulla "generazione" del tampone da usare, si aggiornino i criteri e si sostengano le farmacie nel rifornimento di questi strumenti: non è possibile assistere quotidianamente a file che durano ore, con tutti i rischi legati agli assembramenti e alle difficoltà per il personale sanitario».

Di parere diverso è invece la consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda: «Limitarsi a spostare il problema nelle farmacie non ha senso, abbiamo bisogno di più postazioni per i test», sentenzia la consigliera regionale Cristina Guarda in merito sempre ai diversi centri tamponi sotto pressione in Veneto, con «code e ritardi» che «vengono segnalati in più province».  

Cristina Guarda quindi aggiunge: «Migliaia di persone in fila al gelo per ore, talvolta in postazioni carenti in termini di adeguati servizi igienici o di attenzioni per soggetti più fragili, come gli anziani. Sono queste le immagini di una azione di risposta efficace alla pandemia che vorremmo consegnare ai posteri? Utilizzare le farmacie e le parafarmacie anche per i test di fine isolamento rischia di essere un semplice palliativo, spostare il problema non è la soluzione del problema. Servono invece maggiori risorse in termini di personale e strumenti».

La stessa consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda evidenzia come tra le province più colpite dalla problematica in questione pare via sia proprio quella veronese, perlomeno stando alle segnalazioni che giungono dai cittadini: «Segnalazioni di disagi pesanti giungono da più parti, ma la situazione pare essere particolarmente difficile presso le Ulss 9 e 7. Nella Ulss veronese, - conclude la cconsigliera di Europa Verde Cristina Guarda - il disagio vissuto dai cittadini sembra essere ancora più grave, infatti in molti lamentano l'impossibilità di prenotare il tampone per poter quindi rientrare a lavoro o scuola». 

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