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Influenza aviaria, oltre 3 milioni di animali abbattuti. E lo smaltimento è un problema

L'Ulss 9 Scaligera ha dovuto concedere una deroga al regolamento, consentendo l'interramento di centinaia di migliaia di carcasse. Il PD chiede di sorvegliare sul rischio percolamento

Genera preoccupazione l'espandersi dell'influenza aviaria nel Veronese e nel resto d'Italia. Preoccupazione non di natura sanitaria, perché il virus non si trasmette all'uomo e quindi risulta letale solo negli animali avicoli, siano essi selvatici oppure allevati, come polli galline o tacchini. Ma proprio perché colpisce soprattutto gli allevamenti, l'influenza aviaria genera sempre più importanti problemi di natura economica ed anche ambientale.

L'Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie ha aggiornato la conta dei focolai presenti in Italia mercoledì scorso, 24 novembre. Gli allevamenti colpiti sono stati finora 82, di cui 73 in provincia di Verona e i restanti 9 sparsi tra le province di Roma, Padova, Brescia e Mantova. E al momento gli animali abbattuti superano i 3 milioni. Un numero enorme, che ha costretto l'Ulss 9 Scaligera a concedere una deroga al regolamento, consentendo l'interramento di centinaia di migliaia di carcasse. «Occorre monitorare che ciò avvenga esclusivamente nei siti idonei, come prescritto dall'azienda sanitaria, perché siamo in una zona ricca di risorgive. Per risolvere un'emergenza non possiamo crearne un'altra. Sarebbe stato meglio procedere con l'incenerimento», hanno dichiarato due consiglieri regionali del Partito Democratico, Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni.
«Sotterrare una tale massa di carcasse potrebbe creare problemi di percolamento, con rilascio di contaminanti nelle falde acquifere - hanno spiegato i due consiglieri veneti - La deroga è rischiosa, perciò chiediamo all'assessore all'ambiente di attivare l'Arpav, così da mettere in campo azioni di monitoraggio e controllo del suolo e soprattutto delle falde acquifere. La via maestra è quella di conferire le carcasse ad impianti autorizzati per lo smaltimento tramite incenerimento che tra l’altro garantiscono sicurezza totale sull’eliminazione dei virus».
E un'altra richiesta alla Regione giunge dalla consigliera di Europa Verde Cristina Guarda, la quale chiede un nuovo piano per affrontare questo tipo di emergenze e intanto vuole sapere «quali indicazioni siano state fornite agli allevatori e agli organi di controllo per l'eliminazione dei capi abbattuti o deceduti».
Infine, è indubbio che la presenza di allevamenti intensivi abbia facilitato la diffusione del virus. Per questo Animal Equality Italia chiede di diminuire la densità degli allevamenti e il numero degli animali allevati a scopo alimentare. «Lo sfruttamento degli animali, maltrattati e costretti a vivere in condizioni pessime per quanto riguarda la loro salute fisica e psicologica, genera sempre più spesso gravi conseguenze anche per l’ambiente e gli esseri umani. È ora di fermare tutto questo», ha dichiarato Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia.

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